Accertamento parziale a vasto raggio?

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 16 ottobre 2013

le ultime pronunce giurisprudenziali sembrano aumentare le opzioni per il Fisco di procedere agli accertamenti definiti parziali in presenza di informazioni su fatti di evasione pervenuti a carico del contribuente

Con la sentenza n. 20496 del 6 settembre 2013 (ud. 10 aprile 2013) la Corte di Cassazione ha legittimato l’accertamento parziale, ex art. 41-bis, del D.P.R. n. 600/73, a vasto raggio.

 

Il processo

La Commissione tributaria regionale del Lazio, rigettando l'appello di parte, ha confermato la legittimità dell'avviso di accertamento parziale ai fini dell'IRPEF per il 1993.

Con tale atto, sulla base di segnalazione della Guardia di finanza, la quale, nel corso di indagini bancarie svolte in sede penale nei confronti del contribuente per i reati di estorsione ed usura impropria, aveva verificato i conti correnti a lui intestati, ed erano stati ritenuti i versamenti solo in parte giustificati dai redditi dichiarati, rilevandosi una differenza configurante redditi di capitali, come tali imponibili ai sensi della L. 24 dicembre 1993, n. 537, art. 14, c. 4.

 

La decisione

A norma del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 41-bis, i competenti uffici dell'Agenzia delle entrate, senza pregiudizio dell'ulteriore attività accertatrice nei termini stabiliti dall'art. 43, qualora dagli accessi, ispezioni e verifiche, nonchè dalle segnalazioni effettuate da altri uffici finanziari, dalla Guardia di finanza o da pubbliche amministrazioni ed enti pubblici oppure dai dati in possesso dell'anagrafe tributaria, "risultino elementi che consentano di stabilire l'esistenza di un reddito non dichiarato o il maggiore aumentare di un reddito parzialmente dichiarato, che avrebbe dovuto concorrere a formare il reddito imponibile...", con l'accertamento parziale "possono limitarsi ad accertare, in base agli elementi predetti, il reddito o il maggior reddito imponibili".

Osserva la Corte che “l'accertamento parziale non è dunque circoscritto all'accertamento del reddito d'impresa o solo a talune delle categorie di redditi di cui all'art. 6 del T.U.I.R., nè, del resto, è richiesto all'ufficio di fornire la 'prova certa' del maggior reddito, prova che può invece essere raggiunta anche con le presunzioni di cui alla fonte legale (qualora 'risultino elementi che consentano di stabilire l'esistenza di un reddito non dichiarata, gli uffici possono limitarsi ad accertare, in base agli elementi predetti, il reddito o il maggior reddito imponibile'), fatta sempre salva la possibilità per il contribuente di fornire specifica prova contraria, che il giudice d'appello ha accertato non essere stata offerta ('prove acquisite in sede di accertamento tributario, e in particolare per quanto riguarda gli accertamenti bancari, peraltro non contraddette da specifiche prove contrarie da parte dell'appellante...')”.

 

Nota

L’accertamento parziale, pr