Obbligo di comunicazione telematica delle operazioni di importo pari o superiore ad € 3.000

lo spesometro e la reintroduzione degli elenchi clienti-fornitori: un approfondimento delle novità dell’estate 2013 in vista dell’invio dei dati

Aspetti generali

Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 2.8.2013 n. 94908, ha regolato le modalità di effettuazione della comunicazione di cui all’art. 21 del D.L. n. 78/2010 («spesometro» o «elenco clienti / fornitori»), prevedendone la trasmissione in forma analitica e in forma aggregata.

L’opzione si esercita mediante uno specifico modello ed è vincolante per l’intero contenuto della comunicazione.

Le caratteristiche di tale comunicazione e le relative procedure vengono di seguito esaminate, previa ricostruzione della normativa di riferimento.

 

Lo spesometro e la reintroduzione degli elenchi clienti-fornitori

Secondo le previsioni dell’art. 21, D.L. n. 78/2010, tutti i soggetti passivi IVA erano tenuti a comunicare all’Agenzia delle Entrate le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese e ricevute, per le quali i corrispettivi dovuti risultassero di importo pari o superiore a 3.000 euro, al netto dell’imposta.

Le indicazioni attuative sono contenute nel provvedimento direttoriale 22.12.2010 (modificato dal provvedimento direttoriale del 16.09.2011 che aveva spostato il termine e aveva integralmente sostituito le specifiche tecniche)

In base alla procedura in rassegna, per le operazioni per le quali non ricorreva l’obbligo di emissione della fattura (generalmente giustificate da scontrino e ricevuta fiscale), il limite veniva posto a 3.600 euro al lordo dell’IVA; per il solo 2010, il limite era elevato a 25.000 euro e riguardava esclusivamente le operazioni soggette a obbligo di fattura (e quindi non quelle effettuate nei confronti dei privati «consumatori finali»).

 

Per le operazioni relative al 2010, le comunicazioni dovevano essere inviate entro il 31 dicembre 2011; a regime, l’invio doveva invece essere effettuato entro il 30 aprile di ogni anno.

L’adempimento previsto aveva lo scopo di contrastare i comportamenti fraudolenti in materia di IVA, nonché di individuare spese e consumi di particolare rilevanza ai fini della ricostruzione della capacità contributiva ai fini dell’accertamento sintetico.

Per i privati consumatori, lo «spesometro» andava a incrementare le informazioni a disposizione del Fisco ai fini della ricostruzione presuntivo-sintetica della base imponibile IRPEF.

A proposito degli obblighi di comunicazione all’Agenzia delle Entrate delle operazioni rilevanti ai fini IVA, la circolare n. 24/E del 30.5.2011 – rileggendo il provvedimento attuativo – aveva osservato che, in sede di prima applicazione, dovevano essere comunicate:

  • entro il 31.10.2011, le operazioni di importo pari o superiore ai 25.000 euro al netto dell’IVA rese e ricevute nel periodo d’imposta 2010, limitatamente a quelle per le quali era previsto l’obbligo di emissione della fattura;

  • entro il 30.4.2012, le operazioni di importo pari o superiore a 3.000 euro, al netto dell’IVA rese e ricevute nel periodo d’imposta 2011, per le quali era previsto l’obbligo di emissione della fattura;

  • entro il 30.4.2012, le operazioni di importo pari o superiore a 3.600 euro al lordo dell’IVA, per le quali non era previsto l’obbligo di emissione della fattura, con esclusivo riferimento a quelle rese e ricevute dal 1° luglio 2011.

La comunicazione, che aveva cadenza annuale, doveva quindi essere inviata entro il 30 aprile di ciascun anno; ai fini della rettifica o dell’integrazione della comunicazione, potevano essere inviati file integralmente sostitutivi dei precedenti non oltre 30 giorni dalla scadenza del termine; successivamente ai 30 giorni, risultava applicabile – in presenza dei necessari requisiti – l’istituto del ravvedimento operoso.

L’adempimento riguardava tutti i soggetti passivi IVA che agivano in quanto tali come cedenti/prestatori o cessionari/committenti, compresi i soggetti in contabilità semplificata, gli enti non commerciali (relativamente all’attività commerciale esercitata «collateralmente», accanto a quella istituzionale), i soggetti non residenti con stabile organizzazione in Italia, ovvero…

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