APPALTI: la responsabilità fiscale delle imprese, solidale tra appaltatore e subappaltatore: IMPORTANTI aggiornamenti a seguito del "decreto del fare"

 

Premessa.

Il 15 giugno 2013, il Governo ha approvato il decreto-legge n. 69, il c.d. “del fare”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 144 del 21 giugno 2013, recante misure urgenti per il rilancio dell’economia, concernente, tra l’altro, la modifica dell’istituto della responsabilità fiscale delle imprese, solidale tra appaltatore e subappaltatore relativamente ai versamenti dell’IVA1.
In particolare, con l’articolo 50 sono state apportate modifiche all’articolo 35 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, il c.d. “Crescita”, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, prevedendo la modifica del comma 282.
Si precisa che il comma 28 e seguenti recano disposizioni in materia di ritenute e contributi dovuti da appaltatore e subappaltatore ed erano stati introdotti dal Legislatore durante la fase di conversione del decreto stesso.
Nella relazione tecnica del provvedimento che introdusse la responsabilità solidale si rappresentava come, nell’affidamento di appalti, non di rado accadeva che l’appaltatore o il subappaltatore non adempiessero puntualmente ai loro obblighi di versamento delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e dei contributi previdenziali.
Inoltre appaltatori ed i subappaltatori non disponevano, spesso, di un patrimonio che potesse offrire sufficienti garanzie agli enti impositori e previdenziali, con conseguente impossibilità di riscuotere i propri crediti, quindi evidente danno all’Erario.
Tali violazioni risultano distorsive delle regole di corretta concorrenza, in quanto i soggetti che non versano le ritenute ed i contributi potevano offrire, evidentemente, prezzi più bassi, senza contare gli intuitivi interessi da parte della criminalità organizzata verso appalti particolarmente consistenti.
Per arginare tale fenomeno, venne introdotto, dal Legislatore, con il richiamato decreto “Crescita” la responsabilità solidale a carico dell’appaltatore per le ritenute ed i contributi dovuti dal subappaltatore, unitamente ad una sanzione amministrativa nel caso in cui il committente procedesse al pagamento del corrispettivo dovuto all’appaltatore senza aver prima verificato l’avvenuto versamento degli oneri fiscali correlati.
 

La previgente normativa.

Il decreto “Crescita” n. 83/2012.

L’articolo 13 ter del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, il c.d. decreto “Crescita”, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, come detto ha sostituito integralmente il comma 28 dell’articolo 35 del decreto legge n. 223 del 2006, aggiungendo, poi, i commi 28-bis e 28-ter.
Il decreto ha modificato il regime della responsabilità nell’ambito dei contratti di appalto e subappalto, stipulati dal 12 agosto 2012, data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. in esame, per i versamenti degli oneri fiscali, in buona sostanza:

l’appaltatore per evitare la responsabilità solidale deve acquisire la prova che l’avvenuto adempimento dei versamenti previsti.

La modifica aveva introdotto, quindi, la responsabilità dell’appaltatore con il subappaltatore per il versamento all’Erario delle ritenute fiscale sui redditi di lavoro dipendente e dell’IVA dovuta dal subappaltatore in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del rapporto, nei limiti dell’ammontare del corrispettivo dovuto.

il committente può evitare l’applicazione di una specifica sanzione verificando il corretto adempimento dei predetti versamenti da parte dell’appaltatore e/o subappaltatore.

In capo al committente è stata, quindi, introdotta una sanzione amministrativa pecuniaria nel caso in cui lo stesso provvedesse ad effettuare il pagamento all’appaltatore senza che …

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