Detraibilità del credito IVA-IRPEF-IRAP-IRES maturato nell’anno in cui la dichiarazione risulta omessa

di Francesco Buetto

Pubblicato il 29 giugno 2013

ecco come devono comportarsi i contribuenti che intendono recuperare un credito pur avendo omesso la dichiarazione: viene affrontato anche il trattamento della fattispecie in sede contenziosa, in sede di mediazione o conciliazione giudiziale

Come è noto, con la circolare n. 34/E del 6 agosto 2012 l’Agenzia delle Entrate era intervenuta sul riconoscimento delle eccedenze di imposta a credito maturate in annualità per le quali le dichiarazioni risultano omesse, modificando, di fatto, la posizione assunta nella R.M. n.74/2007.

Oggi, con la circolare n.21/E del 25 giugno 2013 le Entrate ritornano sull’argomento, fornendo ulteriori chiarimenti.

 

LA CIRCOLARE N. 34/2012

Vediamo quali sono i passaggi salienti della circolare n.34/2012.

 

Detraibilità del credito IVA maturato nell’anno in cui la dichiarazione risulta omessa

Come è noto, spesso, in sede di liquidazione delle dichiarazioni IVA ai sensi dell’art. 54-bis del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, viene rilevato che alcuni contribuenti riportano in dichiarazione un’eccedenza di imposta a credito generata nel precedente periodo d’imposta per il quale la relativa dichiarazione risulta omessa ( ai sensi dell’art. 2, comma 7, del DPR n. 322 del 1998, si considera omessa anche la dichiarazione presentata con un ritardo di oltre 90 giorni).

In tali casi, nel liquidare le imposte dovute in base alla dichiarazione relativa all’anno d’imposta in cui è avvenuto il riporto a nuovo del credito generatosi nel periodo d’imposta in cui è stata omessa la dichiarazione, il sistema genera naturalmente una comunicazione di irregolarità, nella quale si contesta il riporto del predetto credito e, di conseguenza, un corrispondente maggior debito d’imposta o una minore eccedenza detraibile.

Ai sensi dell’art. 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, viene altresì contestata la sanzione pari al 30 per cento del maggior debito di imposta o della minore eccedenza detraibile ( sanzione ridotta a un terzo nel caso di pagamento delle somme dovute entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, ai sensi dell’art. 2, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 462).

In assenza del versamento delle somme richieste con la comunicazione di irregolarità, l’imposta, i relativi interessi e le sanzioni sono iscritti a ruolo.

Sovente i contribuenti ricorrono in giudizio avverso le conseguenti cartelle di pagamento eccependo la “spettanza sostanziale” del credito (benché non dichiarato) e sostenendo che l’ufficio sarebbe stato obbligato a controllare l’effettività dello stesso, attraverso l’accertamento induttivo riferito all’annualità per la quale la dichiarazione risulta omessa, ai sensi dell’art. 55 del d.P.R. n. 633 del 1972.

Sul punto, il secondo comma dell’art. 30 del d.P.R. n. 633 del 1972 prevede che, “Se dalla dichiarazione annuale” risulta una eccedenza di IVA detraibile “il contribuente ha diritto di computare l’importo dell’eccedenza in detrazione nell’anno successivo, ovvero di chiedere