Il regime fiscale agevolato per le Associazione Sportive Dilettantistiche: i punti critici

Le associazioni e le società sportive dilettantistiche possono aderire al regime fiscale di favore di cui alla legge n. 398 del 1991 che prevede delle modalità di determinazione forfetaria del reddito imponibile e dell’IVA, nonché delle disposizioni di favore in materia di adempimenti contabili e certificazione dei corrispettivi (ad esempio, esonero agli effetti dell’IVA dagli obblighi di registrazione e dichiarazione). A fornire ulteriori chiarimenti in merito al predetto regime fiscale agevolato è intervenuta, di recente, l’Agenzia delle Entrate (C.M. n. 9/E del 24.4.2013) precisando quanto segue.
Uno degli obblighi previsti per le associazione e società sportive (che hanno aderito al predetto regime forfettario) è quello di annotare, anche con un’unica registrazione, entro il giorno 15 del mese successivo, l’ammontare dei corrispettivi e di qualsiasi provento conseguiti nell’esercizio di attività commerciali, con riferimento al mese precedente, utilizzando il modello di cui al decreto del Ministro delle finanze 11 febbraio 1997, opportunamente integrato (articolo 9, comma 3, DPR 544/1999).
Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate assicura che la mancata adozione e tenuta del predetto modello non comporta la decadenza dai benefici fiscali: la permanenza nel regime agevolativo è subordinata, infatti, soltanto dalla sussistenza dei requisiti sostanziali richiesti dalla specifica normativa (divieto di distribuzione diretta o indiretta di utili, proventi conseguiti nell’esercizio di attività commerciali inferiori ad euro 250.000, obbligo di tracciabilità dei pagamenti a favore di enti sportivi dilettantistici e dei versamenti da questi effettuati di importo superiore a euro 516,46). In altre parole, l’ente sportivo dilettantistico, pur non avendo provveduto ad annotare i corrispettivi nel modello di cui al DM 11 febbraio 1997, in presenza di tutti i requisiti previsti dalla legge, potrà continuare a fruire delle agevolazioni di cui alla legge n. 398 del 1991, sempre che sia in grado di fornire all’amministrazione finanziaria i riscontri contabili, quali fatture, ricevute, scontrini fiscali, nonché altra documentazione utile ai fini della corretta determinazione del reddito e dell’IVA: soltanto in assenza della predetta documentazione, l’Ente decadrà dal predetto regime di favore.
La mancata osservanza dell’adempimento di cui trattasi (compilazione modello DM 11 febbraio 1997) comporta, comunque, l’applicabilità della sanzione amministrativa prevista in materia di violazioni degli obblighi relativi alla contabilità dall’articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471 secondo cui “chi non tiene o non conserva secondo le prescrizioni le scritture contabili, i documenti e i registri previsti dalla legge in materia di imposte dirette e di imposta sul valore aggiunto ovvero i libri, i documenti e i registri, la tenuta e la conservazione dei quali è imposta da altre disposizioni della legge tributaria, è punito con la sanzione amministrativa da lire due milioni a lire quindici milioni” (da euro 1.032 ad euro 7.746).
Le associazioni e le società sportive dilettantistiche possono optare per il regime forfettario a condizione che nel periodo d’imposta precedente abbiano conseguito dall’esercizio di attività commerciali proventi non superiori ad € 250.000. Peraltro, l’articolo 25 comma 2, della legge 13 maggio 1999, n. 133 prevede che non concorrono a formare il reddito imponibile, per un numero di eventi complessivamente non superiore a due per anno e per un importo non superiore ad € 51.645,69:

i proventi realizzati dagli enti sportivi dilettantistici nello svolgimento di attività commerciali connesse agli scopi istituzionali;

i proventi realizzati per il tramite di raccolte pubbliche di fondi effettuate occasionalmente, anche…

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