Studi di settore: rilievi specifici

di Antonio Gigliotti

Pubblicato il 6 aprile 2013

in caso di accertamento induttivo basato sugli studi di settore, incombe sul contribuente l’onere di muovere rilievi specifici ai coefficienti parametrici applicati e di dimostrare la sussistenza delle condizioni che giustifichino l’esclusione dell’impresa dagli standard applicati in fase di verifica

 

Una volta che l’Amministrazione Finanziaria abbia accertato induttivamente il reddito d’impresa alla stregua degli elementi presuntivi risultanti dagli studi di settore, incombe sul contribuente l’onere di muovere rilievi specifici ai coefficienti parametrici applicati, nonché di dimostrare la sussistenza delle condizioni che giustifichino l’esclusione dell’impresa dall’area dei soggetti cui è applicabile lo “standard” prescelto dai verificatori.

Sono questi i principi di diritto enunciati dalla Suprema Corte di Cassazione, con l’ordinanza 10556 del 25 giugno 2012. Con tale pronuncia, la Sezione Tributaria ha respinto il ricorso del contribuente che, in sede di contraddittorio con l’Ufficio, si era limitato a dedurre, del tutto genericamente, la natura agricola del paese in cui svolgeva la sua attività e la presenza in esso di un grande supermercato.

 

Premessa

Una volta che l’Amministrazione Finanziaria abbia accertato induttivamente il reddito d’impresa alla stregua degli elementi presuntivi risultanti dagli studi di settore, incombe sul contribuente l’onere di muovere rilievi specifici ai coefficienti parametrici applicati, nonché di dimostrare la sussistenza delle condizioni che giustifichino l’esclusione dell’impresa dall’area dei soggetti cui è applicabile lo “standard” prescelto dai verificatori.

Sono questi i principi di diritto enunciati dalla Suprema Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 10556 del 25 giugno 2012.

 

I fatti

Il contribuente impugnava un avviso di accertamento ai fini IRPEF, IVA e IRAP per l'anno d'imposta 2004.

L’adita CTP accoglieva il ricorso.

Di poi, il giudizio d’appello che si concludeva a favore dell’Agenzia delle Entrate, in quanto a parere della Commissione Tributaria Regionale della Puglia, il contribuente, a fronte dei parametri presuntivi di reddito presi a riferimento dall’Amministrazione procedente, non era stato in grado di fornire prove concrete, in ordine allo scostamento