Piani urbanistici particolareggiati: imposta di registro agevolata?

 

Il beneficio dell’assoggettamento all’imposta di registro nella misura dell’1% e alle imposte ipotecarie e catastali in misura fissa, previsto dall’art. 33, coma 3, della Legge n. 388 del 2000 per i trasferimenti di immobili situati in aree soggette a piani urbanistici particolareggiati, comunque denominati, si applica a condizione che l’utilizzazione edificatoria avvenga, ad opera dello stesso soggetto acquirente, entro cinque anni dall’acquisto (dal 27 febbraio 2011, entro 8 anni). Lo ha chiarito la Corte di Cassazione con l’ordinanza sentenza numero 11771 dell’11 luglio 2012.

 

Il principio

Il beneficio dell’assoggettamento all’imposta di registro nella misura dell’1% ed alle imposte ipotecarie e catastali in misura fissa, previsto dall’art. 33, coma 3, della Legge numero 388 del 2000 per i trasferimenti di immobili situati in aree soggette a piani urbanistici particolareggiati, comunque denominati, si applica a condizione che l’utilizzazione edificatoria avvenga, a opera dello stesso soggetto acquirente, entro cinque anni dall’acquisto (dal 27 febbraio 2011, entro 8 anni).

 

Lo ha chiarito la Corte di Cassazione con l’ordinanza numero 11771 della dell’11 luglio 2012.

Il giudizio ha riguardato un avviso di liquidazione dell’imposta di Registro su una compravendita immobiliare in relazione alla quale erano state, originariamente, concesse le agevolazioni previste per i terreni edificabili.

 

Più precisamente, l’Ufficio recuperava le differenze delle imposte dovute rispetto a quelle applicabili in via ordinaria, poiché si trattava di terreni, che avevano fruito delle agevolazioni previste dall’articolo 33, comma 3, della Legge n. 388/2000 (testo vigente ratione temporis), ma che erano stati ceduti dalla società contribuente (originaria acquirente) prima del decorso del termine di 5 anni, con conseguente decadenza dalle agevolazioni fruite.

 

Ai sensi dell’art. 1 cc. 26, 27 e 28 Legge n. 244/2007 (Finanziaria 2008), il trasferimento di beni immobili ricompresi in piani urbanistici particolareggiati, comunque denominati, è assoggettato alla seguente tassazione:

  • Imposta di Registro: 1%;

  • Imposta Ipotecaria: 3%;

  • Imposta Catastale: 1%.

Nella versione originaria della Finanziaria 2008 l’aliquota dell’1% dell’imposta di registro si applicava a condizione che l’intervento cui era finalizzato il trasferimento venisse completato entro cinque anni dalla stipula dell’atto. In occasione della conversione del D.L. 225/2010 c.d. Milleproroghe (articolo 2, co. 23) il detto termine di cinque anni è stato prorogato di tre anni. Si segnala, infine, che essendo stati modificati i T.U. in materia di registro e trascrizione, tecnicamente ora non si tratta più di un’agevolazione fiscale, ma di una particolare tassazione nell’ambito della disciplina base.

 

Termine salito a 8 anni

A seguito dell’entrata in vigore della Legge n. 10/2011 di conversione del D.L. 225/2010 è salito a 8 anni il termine previsto per il completamento dei piani urbanistici particolareggiati.

Il termine di 8 anni si applica a partire dal 27 febbraio 2011.

 

Il ricorso

Propone ricorso per cassazione l’Agenzia delle Entrate, avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Venezia – Mestre, la quale, all’esito dell’appello proposto dalla società contribuente (una Immobiliare in liquidazione), annullava il detto avviso.

Con il ricorso di legittimità, l’Ufficio ha lamentato la violazione e falsa applicazione dell’art. 33, comma 3, L. 388/2000, laddove la CTR aveva sostenuto che il beneficio dell’agevolazione in parola può competere anche a un soggetto diverso dall’acquirente che ha beneficiato dell’imposta agevolata, e che non è indispensabile che nel quinquennio si costruisca, in tutto o in parte l’opera edilizia.

 

La Corte

Ai sensi dell’articolo 33, comma 3, Legge 388/2000 – nel testo vigente all’epoca dei fatti di causa“I trasferimenti di beni immobili in…

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