Movimenti sul conto: l’onere della prova tocca al contribuente

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 7 marzo 2013

in caso di accertamento basato su analisi dei movimenti bancari spetta al contribuente l'onere della prova per giustificare i prelievi ed i versamenti contestati dal Fisco

Con la sentenza n. 1418 del 22 gennaio 2013 (ud. 21 novembre 2012) la Corte di Cassazione ha confermato, ancora una volta, che in materia di indagini finanziarie l’onere della prova è a carico del contribuente.

 

Il fatto

In sede di accertamento i prelevamenti riscontrati nei movimenti del conto corrente bancario sono stati imputati ad operazioni imponibili concernenti acquisti senza emissione di fattura, là dove gli accreditamenti sono stati riferiti ad operazioni imponibili concernenti prestazioni di servizi senza emissione di fattura.

 

La sentenza

Se non è contestata la legittimità dell'acquisizione dei dati risultanti dai conti correnti bancari, questi possono essere utilizzati sia per dimostrare l'esistenza di un'eventuale attività occulta o, comunque, di operazioni imponibili, sia per quantificare il reddito ricavato dall'attività, ovvero la base imponibile ascrivibile alle operazioni, incombendo sul contribuente l'onere di dimostrare che i movimenti bancari che non trovano giustificazione sulla base delle sue dichiarazioni non sono fiscalmente rilevanti (per l'affermazione di analogo principio, vedi Cass. 23 aprile 2007, n. 9573). E ciò in quanto la presunzione, stabilita dal D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 51, comma 2, n. 2, secondo la quale i singoli dati ed elementi risultanti dai conti bancari sono posti a base delle rettifiche e degli accertamenti previsti dal successivo art. 54, se il contribuente non dimostra che ne ha tenuto conto nelle dichiarazioni o che non si riferiscono ad operazioni imponibili, ha un contenuto complesso, consentendo di riferire i movimenti bancari all'attività svolta in regime IVA, eventualmente dalla persona fisica, e di qualificare gli accrediti come ricavi e gli addebiti come corrispettivi degli acquisti; essa può essere vinta dal contribuente che offra la prova liberatoria che dei movimenti egli ha tenuto conto nelle dichiarazioni, o che questi non si riferiscono ad operazioni imponibili (Cass., 6 dicembre 2005, n. 26692; tra le ultime, espressamente in termini, Cass. 13 ottobre 2011, n. 21132)”.

La presunzion