La vendita di un terreno ottenuto per donazione e la successiva rivendita ad un terzo abbatte la plusvalenza ma può essere considerata elusiva

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 25 febbraio 2013

la vendita di un terreno ricevuto in donazione rischia di essere considerata elusiva, se il valore indicato in sede di donazione serve solo ad abbattere il valore fiscale ai fini della plusvalenza

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 449 del 10 gennaio 2013 (ud. 29 ottobre 2012) ha ritenuto elusiva la vendita di un terreno ricevuto in donazione. La donazione ad un familiare e la successiva vendita del terreno ad un terzo abbatte la plusvalenza prevista dall’art. 68, comma 2, del T.U.n.917/86, in quanto il costo fiscalmente riconosciuto, ai fini del calcolo della plusvalenza, è quello della donazione.

 

L’atto di accertamento

Con l’avviso di accertamento emesso l’ufficio recuperava a tassazione la plusvalenza realizzata dalla cessione di un terreno, avvenuta in data 12 maggio 2000, che il contribuente aveva pochi mesi prima (in data 29 dicembre 1999) donato ai propri figli, ritenendo applicabile il D.P.R. n. 600 del 1973, art. 37, c. 3, che prevede l'imputabilità al contribuente dei redditi di cui appaiono titolari altri soggetti, quando egli ne risulti l'effettivo possessore per interposta persona.

 

La sentenza

In materia di operazioni elusive e imposte sui redditi, codesta Corte ha affermato la possibilità di dichiarare inopponibili all'amministrazione finanziaria - in applicazione di un principio generale antielusivo desumibile dall'art. 53 Cost., ma anche dai principi comunitari - i benefici fiscali derivanti dalla combinazione di operazioni a ciò volte (Cass. n. 25537/2011; Cass. Ordinanza n. 21371 del 04/10/2006). La fattispecie de qua, in effetti, risulta sussumibile nel D.P.R. n. 600 del 1973, art. 37, cos