Prima casa: il contribuente può rinunciare alla richiesta di agevolazioni senza applicazione di sanzioni

Con R.M. n. 112/E del 27 dicembre 2012 l’Agenzia delle Entrate ha confermato che il contribuente può rinunciare alla richiesta di agevolazioni prima casa, senza applicazione di sanzioni.
 
Il quesito
Relativamente all’atto registrato in data 09/01/2008, e iscritto a campione unico per il controllo delle agevolazioni “prima casa”, il contribuente, acquirente dell’immobile agevolato, ha presentato una richiesta di ravvedimento operoso ai sensi dell’art. 13 del d.lgs. 472/1997, in quanto ha venduto l’immobile prima del quinquennio e ha dichiarato di non procedere all’acquisto di un’altra casa di abitazione entro l’anno.
Atteso che nella risoluzione 105/E del 03/10/2011, l’Agenzia delle Entrate ha già riconosciuto ad un contribuente la possibilità di accedere all’istituto del ravvedimento operoso nell’ipotesi di decadenza dell’agevolazione “prima casa” per mancato trasferimento della residenza nel termine di 18 mesi, presentando apposita istanza all’Ufficio dell’Agenzia presso il quale è stato registrato l’atto, con cui dichiarare l’intervenuta decadenza dall’agevolazione e richiedere la riliquidazione dell’imposta e l’applicazione delle sanzioni in misura ridotta, si chiede di sapere se tale possibilità sia da riconoscere anche nel caso in cui il contribuente abbia venduto l’immobile agevolato prima del decorso del quinquennio e senza procedere al successivo acquisto nell’anno.
In pratica, la questione si incentra sulla valutazione della decadenza dal beneficio: se operi solo allo scadere del termine di un anno dalla rivendita dell’immobile senza che sia stato acquistato altro immobile da adibire ad abitazione principale dal contribuente, ovvero se la dichiarazione di parte nello stesso senso possa avere il medesimo effetto decadenziale.
 
Il dettato normativo
La Nota II-bis) all’articolo 1 della Tariffa, parte prima, allegata al DPR n. 131 del 1986, comma 4, disciplina i casi che portano alla decadenza dei benefici dell’agevolazione “prima casa”. In particolare, con riferimento alla fattispecie in esame, l’agevolazione viene meno in caso di “trasferimento per atto a titolo oneroso o gratuito degli immobili acquistati con i benefici di cui al presente articolo prima del decorso del termine di cinque anni dalla data del loro acquisto… Le predette disposizioni non si applicano nel caso in cui il contribuente, entro un anno dall’alienazione dell’immobile acquistato con i benefici di cui al presente articolo, proceda all’acquisto di altro immobile da adibire a propria abitazione principale”.
La perdita del beneficio comporta il pagamento delle imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura ordinaria, nonché una sovrattassa pari al 30 per cento delle stesse imposte.
 
Il parere della Direzione Centrale Normativa
Sulla base della giurisprudenza della Suprema Corte, recepita dalla risoluzione n.105/2011, la dichiarazione del contribuente non assume carattere di rinuncia all’agevolazione.
In particolare, la Corte di Cassazione, con la pronuncia del 28 giugno 2000 n. 8784 ha chiarito che “non è possibile conseguire l’agevolazione prevista per l’acquisto della prima casa … previa rinunzia ad un precedente analogo beneficio, conseguito in virtù della medesima disciplina… A parere della suprema Corte, infatti, la dichiarazione di voler fruire del beneficio ‘non è revocabile per definizione, tanto meno in vista di un successivo atto di acquisto”. Dall’orientamento giurisprudenziale richiamato le Entrate escludono che il soggetto acquirente, che abbia reso la dichiarazione in atto di possedere i requisiti prescritti dalla norma di cui alla Nota II-bis, possa in data successiva rinunciare alle agevolazioni “prima casa” fruite.
Diverse considerazioni possono svolgersi, secondo l’Agenzia, laddove l’…

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