Alcune riflessione sull’indeducibilità dei costi da reato

di Nicola Monfreda

Pubblicato il 17 novembre 2012

un quadro della situazione dell'eventuale deducibilità dei costi da reato: le recenti disposizioni normative, la posizione della Corte Costituzionale e la prassi dell'Agenzia (a cura Fabrizio Stella e Nicola Monfreda)

1. Premessa

Come è ben noto, il c.d. Decreto semplificazioni, approvato in data 1° marzo 2012, attraverso l’art. 8, ha introdotto specifiche e rilevanti modifiche in tema di tassazione dei redditi illeciti e di indeducibilità dei costi afferenti ad attività qualificabili come reato, aspetti disciplinati dai commi 4 e 4 bis dell’articolo 14 della Legge n. 537/1993.

La principale modifica normativa, come di seguito specificato, concerne essenzialmente il presupposto di fatto al ricorrere del quale l’Amministrazione Finanziaria è legittimata a disconoscere la deducibilità di determinate componenti negative di reddito. Infatti, nella formulazione previgente al 1° marzo 2012, il principio di indeducibilità dei costi da reato trovava applicazione in presenza di meri fatti “qualificabili”, anche potenzialmente, come illeciti di rilevanza penale e, quindi, l’istituto in rassegna operava a seguito della trasmissione alla Procura della Repubblica della notitia criminisa carico del contribuente, non essendo necessaria la formulazione da parte del Pubblico Ministero competente della conseguente ipotesi accusatoria tramite la richiesta di rinvio a giudizio, né un provvedimento di condanna.

Con l’art. 8 del decreto del 1° marzo 2012 sono state introdotte rilevanti modifiche al delineato assetto normativo poiché il disconoscimento di costi dipendenti da atti costituenti reato è stato strettamente vincolato alla sussistenza di fatti penalmente rilevanti - delitti non colposi per i quali l’Autorità Giudiziaria abbia già accertato un c.d. Fumuscommissi delicti, poiché è necessario che il pubblico ministero abbia esercitato l'azione penale o, comunque, il giudice abbia emesso il decreto che dispone il giudizio ai sensi dell'articolo 424 c.p.p. ovvero sia stata emessa una sentenza di non luogo a procedere ai sensi dell'articolo 425 c.p.p. fondata sulla sussistenza della causa di estinzione del reato prevista dall'articolo 157 del codice penale. Ex pluribus, è richiesto che vi sia una relazione diretta tra gli atti costituenti reato e le componenti negative delle quali, in