Gli ingiustificati prelievi dei soci: il Fisco può presumere che siano frutto di ricavi neri, indipendentemente dall’eventuale regolarità formale della contabilità

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 9 ottobre 2012

i crediti della società verso i soci per prelievi eseguiti da questi sono indice di maggiore reddito della società non contabilizzato, e parimenti l'ulteriore presunzione per cui il fatto che i soci abbiano pagato le rate di un mutuo a essi intestato è indice di maggiore reddito della società non contabilizzato...

Con sentenza n. 15236 del 12 settembre 2012 (ud. 5 luglio 2012) la Corte di Cassazione ha valutato come ricavi neri gli ingiustificati prelievi dei soci.

LA PRESUNZIONE DEI VERIFICATORI

Sinteticamente, così può essere riassunta la presunzione dei verificatori: i crediti della società verso i soci per prelievi eseguiti da questi sono indice di maggiore reddito della società non contabilizzato e parimenti l'ulteriore presunzione per cui il fatto che i soci abbiano pagato le rate di un mutuo a essi intestato è indice di maggiore reddito della società non contabilizzato.

LA DECISIONE

La Corte, pur respingendo il ricorso di parte perché carente procedimentalmente, ha di fatto avallato la presunzione dell’ufficio.

Il giudice di merito ha ritenuto di dover attribuire valore di prova presuntiva ad alcune circostanze (registrazione di crediti verso i soci, ingiustificati prelievi sui conti correnti della società da parte dei soci, incongruenze dei depositi in conto corrente basati prevalentemente su assegni, sostenimento da parte dei soci del mutuo ipotecario per 245 milioni di lire), confermando per relationem il percorso argomentativo della sentenza di primo grado.

 

Breve nota

Ricordiamo che con sentenza n. 18057 del 4 agosto 2010 (ud. del 20 maggio 2010) la Corte di Cassazione aveva già illustrato la presunzione legale in ordine ai prelevamenti. Per quanto riguarda la contestazione relativa all'illegittimità di accertamenti analitici IVA basati su presunzioni fondate su documenti extra-contabili non afferenti a tutti i periodi di imposta, la Corte di Cassazione ha osservato che “l'accertamento si è basato, in primo luogo e principalmente, sul