Prelievi ingiustificati dei soci sui conti societari: ricavi in nero (presunti dal fisco) ed ipotesi di bancarotta fraudolenta

 

Aspetti tributari

Normativa di riferimento

L’articolo 32, n. 2, D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, dispone una presunzione legale in base alla quale, per quanto riguarda le società, sia i prelevamenti sia i versamenti operati sui conti bancari vanno imputati a ricavi, “… se il contribuente non ne indica il soggetto beneficiario e semprechè non risultino dalle scritture contabili, i prelevamenti o gli importi riscossi nell’ambito dei predetti rapporti od operazioni…”.

E’ evidente che, in virtù del principio di libertà dei mezzi di prova, il contribuente è legittimato a fornire la prova contraria anche attraverso presunzioni semplici ed i Giudice individuerà analiticamente i fatti noti evidenziati in sede di difesa processuale dai quali dedurre quelli ignoti, correlando ciascun indizio ai movimenti bancari contestati (Corte di Cassazione, sentenza n. 25502/2011).

Orientamenti giurisprudenziali

Srl – Prelievi dei soci su conti aziendali

Abbiamo già osservato che un orientamento giurisprudenziale della Suprema Corte, che prende spunto dal dettato dell’art. 32, D.P.R. n. 600/73, legittima infatti gli Uffici a contestare i movimenti bancari in uscita operati dai partner sui conti della società e riqualificarli quali <ricavi in nero>.

A tale riguardo appare indicativa la pronuncia dei Giudici della Corte di Cassazione, sentenza 12/09/2012, n. 15236, che ha ricondotto a tassazione nell’ambito del reddito d’impresa di una s.r.l. i prelevamenti dei soci per necessari per il pagamento di un rilevante mutuo ipotecario).

In quella occasione l’Ufficio distrettuale competente aveva notificato un avviso di accertamento ai fini IRPEG ed ILOR ad una s.r.l. derivante da una indagine finanziaria sui conti aziendali. Dalle risultanze emergevano numerosi prelevamenti dei soci che poi venivano utilizzate per onorare le rate di mutuo degli appartamenti personali dei proprietari della società.

Il gravame della società, veniva respinto sia dalla Commissione provinciale, sia dal collegio di seconda istanza. Contro la sentenza dei Giudici di appello il contribuente presentava ricorso per cassazione.

I motivi eccepivano:

– violazione e falsa applicazione dell’articolo 2729 cod. civ., dell’articolo 39, comma 2, d.p.r. 600/1973, e dell’articolo 54, comma 2, d.p.r. 633/1972 in relazione all’articolo 360, comma 1, n. 3 c.p.c. considerato che si verteva in materia di contabilità formalmente corretta sconfessabile solo con riscontri documentali o con presunzioni semplici, dotate di gravità precisione e concordanza;

– omessa e/o insufficiente motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio in relazione all’articolo 360, comma 1, n, 5, c.p.c.

In sostanza, la difesa sosteneva che le presunzioni idonee a superare una contabilità formalmente corretta occorre si fondino su fatto noto, e non solo presunto, come evidenziato in alcune contestazioni dell’atto impositivo qualificate mere presunzioni semplici di evasione come:

i prelevamenti ingiustificati dei soci;

la registrazione di crediti verso soci;

le incongruenze dei depositi effettuati esclusivamente con assegni;

l’esoso mutuo a carico dei soci e la mancanza di redditi propri.

I Giudici di Piazza Cavour nel respingere i ricorsi della società per questioni procedimentali (stante l’inammissibilità o non idoneità dei motivi di impugnazione proposti) hanno convalidato assunto secondo cui “… i crediti vantati dalla società verso i soci per prelievi siano da considerarsi come ricavi non contabilizzati e la circostanza che le quote di ammortamento del mutuo, in assenza di altri redditi da parte dei soci, siano da considerare entrate non contabilizzate…”

In sostanza, tali presunzioni (prelevamenti dei soci, incongruenze degli assegni, mutuo a carico dei soci incapienti) ritenute “… gravi, precise e concordanti ex art. 2729 c.c.…”, hanno indotto la Corte di Cassazione a ritenere imponibili i prelievi dei soci, a nulla rilevando la circostanza che la contabilità…

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