Cartelle mute: valide anche senza il responsabile

di Francesco Buetto

Pubblicato il 18 ottobre 2012

le cartelle esattoriali antecedenti all'1 giugno 2008 sono valide anche se non indicano il resposabile del procedimento

Con Ordinanza n. 14791 del 4 settembre 2012 (ud. 4 luglio 2012) la Corte di Cassazione ha confermato che le cartelle, prive dell’indicazione del funzionario responsabile, sono valide, se i ruoli sono stati consegnati all’agente della riscossione prima del 1° giugno 2008.

 

MOTIVI DELLA DECISIONE

Per la Corte, nel caso di specie, “l'indicazione del responsabile del procedimento negli atti dell'Amministrazione finanziaria non è richiesta, dalla L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 7 (c.d. Statuto del contribuente), a pena di nullità, in quanto tale sanzione è stata introdotta per le sole cartelle di pagamento dal D.L. 31 dicembre 2007, n. 248, art. 36, comma 4-ter, convertito, con modificazioni, nella L. 28 febbraio 2008, n. 31, applicabile soltanto alle cartelle riferite ai ruoli consegnati agli agenti della riscossione a decorrere dal 1 giugno 2008”.

 

Brevi considerazioni

Come è noto, con ordinanza n. 349 del 1° dicembre 2010 (ud. del 29 novembre 2010) la Corte Costituzionale aveva già confermato l’inapplicabilità della sanzione di nullità per le cartelle di pagamento, prive dell’indicazione dei responsabili dei procedimenti di iscrizione a ruolo e di emissione e notificazione della cartella, per i ruoli consegnati agli agenti della riscossione anteriormente al 1° giugno 2008.

La Corte Costituzionale ha osservato che, sulle questioni di legittimità costituzionale della disposizione censurata, la Corte si è già pronunciata con la sentenza n. 58 del 2009 e, successivamente, con le ordinanze nn. 291 e 221 del 2009, nonché n. 13 del 2010.

Con le richiamate decisioni la Corte ha dichiarato non fondate, e poi manifestamente infondate, le questioni sollevate, chiarendo che la norma censurata “dispone per il futuro, comminando, per le cartelle prive dell’indicazione del responsabile del procedimento, la sanzione della nullità, la quale non era invece prevista in base al diritto anteriore”.

In particolare, nella sentenza n. 58 del 2009, la Corte ha stabilito che la norma censurata non viola l’art. 24 Cost., perché “non