Le linee guida sull’IMU

di Federico Gavioli

Pubblicato il 17 agosto 2012

ecco il riassunto delle linne guide ministeriali per la costruzione dei nuovi regolamenti comunali in materia di IMU: l'applicazione del beneficio prima casa, i casi di esenzione, i versamenti

Sono state pubblicate sul sito internet del Dipartimento delle Finanze, www.finanze.it, le linee guida ed il modello per la redazione dei regolamenti e delle delibere IMU da parte dei Comuni. Entro il prossimo 30 settembre, gli enti territoriali potranno infatti modificare alcuni aspetti dell’imposta nei limiti dei poteri regolamentari loro concessi.

Il regolamento comunale potrà ad esempio precisare, nel rispetto della legislazione primaria, le nozioni di abitazione principale e relative pertinenze, di fabbricato, area edificabile e terreno agricolo.

Secondo le linee guida nel regolamento comunale, adottato nell’ambito della potestà regolamentare generale riconosciuta all’Ente ai sensi dell’articolo 52 del Decreto Legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e confermata dall’articolo 14, comma 6, del Decreto Legislativo 14 marzo 2011, n. 23 (cd. Federalismo municipale), il Comune definisce l’oggetto, le finalità e l’ambito di applicazione del regolamento in materia dell’imposta municipale propria “sperimentale” (IMU) . In detto regolamento il Comune tiene conto delle problematiche e delle esigenze dei contribuenti presenti all’interno del territorio dell’Ente locale interessato e assicura la gestione dell’imposta conformemente ai criteri di efficienza, economicità, funzionalità e trasparenza posti alla base dell’azione amministrativa.

La struttura delle linee guida è composto dai seguenti due elaborati:

  • le linee guida per la redazione del regolamento, che illustrano in dettaglio i contenuti e le finalità di ciascun articolo del prototipo di regolamento, comprensive del relativo allegato, in cui sono contenuti i principali rilievi formulati dal Dipartimento delle Finanze nell’ambito dell’attività di esame dei regolamenti e delle delibere di approvazione delle aliquote, al fine di evidenziare le disposizioni regolamentari non coerenti con la disciplina dell’IMU;

  • il prototipo di regolamento, che si configura come un format di ausilio per i Comuni nella predisposizione dell’atto.

Vediamo di analizzare nel dettaglio alcuni aspetti che secondo il Ministero devono essere “chiariti” in ogni regolamento che il Comune deve adottare in materia di IMU.

 

La definizione di abitazione principale

Il regolamento comunale in merito alle definizioni di abitazione principale, fabbricati ed aree fabbricabili, deve chiarire le nozioni di “abitazione principale”, “pertinenze dell’abitazione principale”, “fabbricato”, “aree fabbricabili” e “terreno agricolo”.

Con riferimento all’abitazione principale e alle pertinenze della stessa, occorre richiamare la definizione fornita espressamente dall’articolo 13 del Decreto Legge n. 201 del 2011, ai sensi del quale: “per abitazione principale si intende l’immobile iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente”. E’ opportuno precisare, afferma il Ministero con le linee guida in commento, che nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni di cui al regolamento in materia di IMU, previste per l’abitazione principale e per le relative pertinenze, in relazione al nucleo familiare si applicano ad un solo immobile, così come chiarito dal richiamato articolo 13.

Con riguardo alle pertinenze dell’abitazione principale, il regolamento deve richiamare espressamente la definizione fornita dall’articolo 13 del Decreto Legge n. 201 del 2011, ai sensi del quale: “Per pertinenze dell’abitazione principale si intendono esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo”.

Con riferimento alla nozione di “fabbricato”, il regolamento deve riprendere la definizione di cui all’articolo 2, lettera a), del D. Lgs. n. 504 del 1992, ai sensi del quale per fabbricato “si intende l’unità immobiliare iscritta o che deve essere iscritta nel catasto edilizio urbano, considerandosi parte integrante del fabbricato l'area occupata dalla costruzione e quella che ne costituisce pertinenza; il fabbricato di nuova costruzione è soggetto all'imposta a partire dalla data di ultimazione dei lavori di costruzione ovvero, se antecedente, dalla data in cui è comunque utilizzato”.

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