I prelevamenti dei professionisti non sono compensi

di Antonino & Attilio Romano

Pubblicato il 28 luglio 2012

una recente sentenza della C.T.R. della Sicilia interviene in tema di prelievi dei professionisti dai conti correnti, negando che vi possa essere un'equivalenza automatica fra prelievi del contribuente e ricavi professionali

La presunzione che considera i prelievi come incassi può operare solo con riferimento ai redditi d'impresa, ma viene escluso che possa essere applicata ai professionisti. La Commissione tributaria regionale di Palermo, sezione staccata di Catania, con la sentenza n. 18/18/12 depositata il 26 gennaio 2012, ha sancito che i prelevamenti dei professionisti dai propri conti correnti bancari non possono essere considerati compensi e pertanto non possono essere tassati.

 

Normativa di riferimento

L'art. 32, c. 1, n. 2 32, Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dispone che i dati ed elementi attinenti ai rapporti finanziari intrattenuti dal contribuente con Istituti di credito, (ma anche Poste, assicurazioni, società di leasing, credito al consumo. eccetera), sono utilizzati da Guardia di Finanza ed uffici finanziari e "... posti a base delle rettifiche e degli accertamenti previsti dagli artt. 38, 39, 40 e 41, se il contribuente non dimostra che ne ha tenuto conto per la determinazione del reddito soggetto ad imposta o che non hanno rilevanza allo stesso fine; alle stesse condizioni sono altresì posti come ricavi o compensi a base delle stesse rettifiche ed accertamenti, se il contribuente non ne indica il soggetto beneficiario e semprechè non risultino dalle scritture contabili, i prelevamenti o gli importi riscossi nell'ambito dei predetti rapporti od operazioni...".

In sostanza, il legislatore prevede l’imputazione a reddito imponibile (di impresa o di lavoro autonomo) delle somme rinvenute sulle movimentazioni dei conti bancari riferibili al contribuente, sia in addebito che in accredito, delle quali non sia stata fornita giustificazione in contraddittorio con l’ufficio.

I prelevamenti o gli importi riscossi nell’ambito dei predetti rapporti o operazioni sono considerati, quindi, come ricavi o compensi su cui si fondano le rettifiche e gli accertamenti, nel caso in cui il contribu