Il nuovo regime dei minimi (terza parte)

di Gianfranco Ferranti

Pubblicato il 30 giugno 2012

terminiamo l'analisi del nuovo regime dei minimi: la determinazione del reddito, l'assenza di ritenute, la gestione degli acconti d'imposta nel passaggio da vecchio a nuovo regime...

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1.8 L’opzione o l’uscita dal regime

Nei punti da 4.1. a 4.4. del detto provvedimento sono disciplinate le modalità con le quali i soggetti in possesso dei requisiti per avvalersi del nuovo regime dei minimi possono, invece, adottare un altro regime contabile, applicando l’IVA e le imposte sui redditi nei modi ordinari. Ciò può avvenire per opzione (anche in sede di inizio dell’attività) o per legge (al superamento dei limiti previsti o al venir meno delle altre condizioni o al verificarsi delle cause di esclusione) ovvero a seguito di accertamento.

E’ stato, in particolare, precisato che gli esercenti arti e professioni possono optare per:

  • il nuovo regime contabile agevolato introdotto dall’art. 27, comma 3, dello stesso D.L. n. 98 del 2011;

  • il regime contabile “semplificato” di cui all’art. 19 del DPR n. 600 del 1973;

  • il regime di contabilità “ordinaria” di cui all’art. 3 del DPR n. 695 del 1996.

Gli imprenditori individuali possono, invece, optare per:

  • il nuovo regime contabile agevolato introdotto dall’art. 27, comma 3, dello stesso D.L. n. 98 del 2011;

  • il regime contabile “semplificato” di cui all’art. 18 del DPR n. 600 del 1973;

  • il regime di contabilità “ordinaria” di cui all’art. 14 del DPR n. 600 del 1973.

L’opzione avviene, come chiarito nella circolare n. 73/E del 2007, tramite comportamento concludente, addebitando, ad esempio, l’IVA ai propri cessionari o committenti o esercitando il diritto alla detrazione della stessa imposta.

Nel punto 4.4. del provvedimento è stato ribadito che la detta opzione va comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata.

Nella circolare n. 17/E del 2012 è stato precisato che:

  • la comunicazione deve essere effettuata nella prima dichiarazione annuale IVA (compilando il quadro VO) relativa al periodo d’imposta cui si riferisce la scelta operata, in conformità al regolamento approvato con il DPR 10 novembre 1997, n. 442;

  • il contribuente che, iniziando l’attività, scelga di utilizzare il regime fiscale per le nuove iniziative produttive di cui all’articolo 13 della legge n. 388 del 2000, deve manifestare la propria scelta nel modello di richiesta della partita IVA, come previsto nel punto 2 del Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 14 marzo 2001.

Nel provvedimento non è stato richiamato il principio, contenuto nel comma 110 dell’art. 1 della legge n. 244 del 2007, in base al quale l’opzione è valida per almeno un triennio e, trascorso tale periodo minimo, resta valida per ciascun anno successivo: ciò in quanto nel punto 3.3. dello stesso provvedimento è stato stabilito che una volta usciti, anche a seguito di opzione, dal regime dei minimi non è più possibile rientrarvi.

Il regime cessa di avere efficacia dall’anno successivo a quello in cui vengono a mancare le condizioni previste ovvero si realizza una delle cause di esclusione.

Nel caso in cui i ricavi o compensi superano di oltre il 50 per cento il limite di 30.000 euro il regime cessa di avere applicazione nell’anno stesso in cui avviene il superamento. In tale ipotesi il contribuente deve porre in essere gli ordinari adempimenti contabili ed extracontabili posti a carico degli imprenditori e dei professionisti. In particolare, è dovuta l’imposta sul valore aggiunto relativa alle operazioni effettuate nel corso dell’intero anno solare, che, per la frazione d’anno antecedente al superamento del limite, è determinata mediante scorporo dai corrispettivi, secondo le regole contenute nell’art. 27, ultimo comma, del D.P.R. n. 633 del 1972, facendo in ogni caso salvo il diritto alla detrazione dell’imposta assolta sugli acquisti.

Nella circolare n. 17/E del 2012 è stato precisato che il contribuente deve, pertanto:

a) agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto:

1) istituire i registri previsti dal titolo II del DPR n. 633 del 1972, entro il termine per l’effettuazione della liquidazione periodica relativa al mese o trimestre in cui è stato superato il limite;

2) adempiere gli obblighi ordinariamente previsti per le operazioni effettuate successivamente al superamento del limite;

3) presentare la comunicazione dati e la dichiarazione annuale IVA entro i termini ordinariamente previsti;

4) versare l’imposta a saldo risultante dalla dichiarazione annuale relativa all’anno in cui è stato superato di oltre il 50 per cento il limite di 45.000 euro entro i termini ordinariamente previsti;

5) annotare i corrispettivi e gli acquisti effettuati anteriormente al superamento del limite entro il termine per la presentazione della dichiarazione annuale IVA;

b) agli effetti dell’IRPEF e dell’IRAP:

1) istituire i registri e le scritture contabili previsti dal titolo secondo del DPR n. 600 del 1973 e annotare le operazioni con le modalità e nei termini ivi stabiliti a decorrere dal mese in cui è stato superato il predetto limite;

2) adempiere agli obblighi ordinariamente previsti per le operazioni che determinano il superamento del predetto limite e per quelle effettuate successivamente;

3) presentare la comunicazione dati ai fini degli studi di settore e dei parametri e le dichiarazioni relative all’anno in cui è stato superato il predetto limite entro i termini ordinariamente previsti;

4) versare, entro il termine ordinariamente previsto, le imposte a saldo, relative all’anno in cui è stato superato il predetto limite, risultanti dalla dichiarazione annuale e calcolate sul reddito determinato nel rispetto delle norme del testo unico in materia di lavoro autonomo e d’impresa, nonché sul valore della produzione netta determinate secondo le disposizioni di cui al D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446;

5) annotare le operazioni relative alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi, nonché agli acquisti effettuati anteriormente al superamento del predetto limite entro il termine per la presentazione della dichiarazione annuale.

Il superamento del limite dei ricavi o compensi oltre la soglia del 50 per cento implica, inoltre, l’applicazione del regime ordinario per i successivi tre anni; ciò significa che il contribuente è tenuto ad appli