Le perdite su crediti: i casi pratici

di Marco Righetti

Pubblicato il 5 maggio 2012



analizziamo, con esempi pratici di scritture contabili, le norme civilistiche e fiscali che regolano l'iscrizione delle perdite su crediti a bilancio ed in dichiarazione dei redditi. Inoltre vediamo quando è possibile il recupero dell'IVA relativa ai crediti inesigibili

Premessa

Sia durante l’anno, ma specie in sede di chiusura di bilancio, ci si trova spesso a dover affrontare il problema della rilevazione contabile della perdita o della svalutazione dei crediti verso clienti divenuti inesigibili.

Rimandando ad altri appositi trattati l’analisi approfondita delle differenze tra la disciplina civilistica (dove prevale il dato sostanziale; il credito va svalutato o messo a perdita quando è ragionevolmente considerato “perso”) e fiscale (nella quale devono sussistere i cosiddetti elementi certi e precisi e la oggettività e definitività dell’ammontare), oggetto del presente articolo è soffermarsi su alcune ipotesi di contabilizzazione con una serie di esempi guidati che tengono conto dell’esistenza di un Fondo Svalutazione e della possibilità di recuperare l’Iva sulla fattura di vendita emessa e non incassata.

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