Ultimi interventi del giudice di legittimità in tema accertamento con adesione

di Antonio Terlizzi

Pubblicato il 17 aprile 2012

analisi delle recenti sentenze di Cassazione in tema di accertamento con adesione: il caso del contribuente non convocato dall'ufficio ed il destino delle somme versate in eccesso a seguito della procedura di adesione

Accertamento con adesione senza la convocazione

La sentenza n. 3259 della Corte di Cassazione, sez. Tributaria, del 2 marzo 2012, n. 3259si segnala per un profilo, squisitamente procedimentale. Accogliendo le censure contenute in un secondo motivo di ricorso, la Corte di Cassazione osserva che, qualora il contribuente abbia presentato istanza di accertamento con adesione, la sua convocazione «costituisce per l’ufficio non un obbligo ma una facoltà da esercitare in relazione ad una valutazione discrezionale del carattere di decisività degli elementi posti a base dell’accertamento e dell’opportunità di evitare la contestazione giudiziaria». Secondo il Giudice di legittimità, la mancata convocazione del contribuente non comporta la nullità dell’atto impositivo, mancando una previsione legale in tal senso. La mancata convocazione del contribuente, a seguito della presentazione dell'istanza ex D.lgs. n. 218/1997, non comporta la nullità del procedimento di accertamento adottato dall’Amministrazione finanziaria.

E’ legittimo l’atto impositivo e la conseguente cartella di pagamento anche se l’Ufficio non attiva il contradditorio sull’istanza di accertamento con adesione presentata dal contribuente. Infatti , le Sezioni Unite, del giudice di legittimità , con la sentenza 3676 del 2010, hanno precisato che: in tema di accertamento con adesione, la mancata convocazione del contribuente, a seguito della presentazione dell'istanza ex art. 6 del d.lgs. 16 giugno 1997, n. 218, non comporta la nullità del procedimento di accertamento adottato dagli Uffici, non essendo tale sanzione prevista dalla legge” (Corte di Cassazione sentenza n. 29127 del 28 dicembre 2011). E’ ius recptum (Cass. civ. Sez. V, Ord., 08-02-2011, n. 3112; Cass. civ. Sez. Unite, sentenza del 17-02-2010, n. 3676 ) che in tema di accertamento con adesione, la mancata convocazione del contribuente, a seguito della presentazione dell'istanza ex art. 6 del d.lgs. 19 giugno 1997, n. 218, non comporta la nullità del procedimento di accertamento adottato dagli Uffici, non essendo tale sanzione prevista dalla legge. In presenza di richiesta di accertamento con adesione la mancata convocazione del contribuente a seguito della sua richiesta non determina nullità dell'accertamento; secondo la Suprema Corte, infatti, la convocazione non costituisce per l'ufficio un obbligo, ma solo una facoltà da esercitare in relazione a una valutazione discrezionale del carattere di decisività degli elementi posti a base dell'accertamento e dell’opportunità di evitare la contestazione giudiziaria. L'istanza di audizione invero non priva di efficacia l'accertamento, ma ne sospende soltanto il termine di impugnazione di 90 giorni, decorsi i quali, senza che sia stata perfezionata la definizione consensuale, esso diviene definitivo, salva l'impugnazione.

È invero soltanto "all'atto del perfezionamento della definizione" che "l'avviso perde efficacia". E qualora l'ufficio escludesse in radice l'opportunità di una composizione bonaria, l'obbligo della convocazione costituirebbe un inutile appesantimento dell'attività amministrativa. Il termine di 90 giorni per il quale resta sospeso l'onere della impugnativa giudiziaria corrisponde del