Sanzioni definibili in via agevolata anche dopo il tentativo di adesione

Possono essere definite, con il pagamento in misura ridotta pari ad un terzo, le sanzioni irrogate dall’Ufficio contestualmente all’accertamento dei tributi a cui si riferiscono, anche se il procedimento di accertamento con adesione su iniziativa del contribuente si è concluso con esito negativo.
Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate nel corso di Telefisco 2012, i cui contenuti dovrebbero essere presto recepiti dalla consueta circolare diramata a seguito di tale evento.
L’articolo 23, comma 29, lettera b, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla L. 15 luglio 2011, n. 111, ha modificato l’articolo 17 del D.Lgs. 472/1997, in base al quale, a decorrere dal 1° ottobre 2011, le sanzioni collegate al tributo cui si riferiscono sono irrogate, senza previa contestazione e con l’osservanza, in quanto compatibili, delle disposizioni che regolano il procedimento di accertamento del tributo medesimo, con atto ontestuale all’avviso di accertamento o di rettifica motivato a pena di nullità.
In precedenza, l’irrogazione della sanzione, a discrezione dell’Ufficio, poteva essere non contestuale all’avviso di accertamento del tributo cui si riferiva.
Ora, invece, per effetto della predetta modifica, è divenuta obbligatoria l’irrogazione immediata della sanzione, che viene così a formare un unicum con l’avviso di accertamento, mentre scompare definitivamente l’atto di contestazione di cui all’articolo 16 del D.Lgs. 472/19971 in relazione all’irrogazione di sanzioni collegate a maggiori attributi accertati con apposito avviso.
Puntualizzato quanto sopra, nel corso dell’edizione 2012 del predetto evento, è stato chiesto alla Direzione Centrale dell’Agenzia delle Entrate se, a seguito dell’istanza di accertamento con adesione e del relativo contraddittorio con esito negativo, il contribuente che intenda incardinare il processo per i soli tributi, possa comunque definire soltanto le sanzioni irrogate in sede di avviso di accertamento ex articolo 17, comma 2, del D.Lgs. 472/1997, in base al quale è ammessa la definizione agevolata con il pagamento di un importo pari ad un terzo della sanzione irrogata e comunque non inferiore ad un terzo dei minimi edittali previsti per le violazioni più gravi relative a ciascun tributo, entro il termine previsto per la proposizione del ricorso.
L’Amministrazione finanziaria ha osservato che non è prevista alcuna esclusione alla possibilità di definire in via agevolata le sole sanzioni e, quindi, ciò può avvenire anche a seguito dell’infruttuoso tentativo di adesione avviato dal contribuente, purché, come previsto dal suddetto articolo 17 del D.Lgs. 472/1997, ciò avvenga entro i termini di proposizione del ricorso.
Ne deriva che il contribuente può avviare, ai sensi dell’articolo 6 del D.Lgs. 218/1997, il procedimento di adesione a seguito di notifica dell’avviso di accertamento contenente anche l’irrogazione delle relative sanzioni, interrompendo, così, il termine di sessanta giorni stabilito per il ricorso, e provocando la sospensione di ulteriori novanta giorni per il tentativo di adesione; infine, il contribuente può definire le sole sanzioni, versandone il relativo importo entro il termine di scadenza di 150 giorni (60 + 90) dalla notifica dell’atto impositivo, salvo proroga dovuta all’eventuale sospensione feriale dei termini dal 1° agosto al 15 settembre di ogni anno ex articolo 1 della legge 7 ottobre 1969, n. 742.
Sotto il profilo operativo, pertanto, il contribuente dovrà vagliare attentamente l’eventuale convenienza a definire, in via agevolata, le sole sanzioni, e ad impugnare l’avviso di accertamento in relazione soltanto ai tributi contestati.
Teoricamente, tale definizione non dovrebbe …

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