Processo tributario e processo penale viaggiano separati

di Francesco Buetto

Pubblicato il 16 aprile 2012

secondo la Cassazione, le sentenze penali definitive per fatti di evasione fiscale non devono per forza ricalcare l'esito del relativo processo tributario

Con sentenza n. 3268 del 2 marzo 2012 (ud. 2 dicembre 2011) la Corte di Cassazione è tornata ad occuparsi dei rapporti fra processo penale e processo tributario, confermando che “stantel'evidenziata autonomia del giudizio tributario rispetto a quello penale(perchè nel primo, per un verso, vigono limitazioni della prova - comeil divieto di quella testimoniale D.Lgs. n. 546 del 1992, ex art. 7 -e, per altro verso, possono valere anche presunzioni inidonee afondare una pronuncia penale di condanna), anche l'eventuale giudicatopenale di assoluzione del legale rappresentante della societàcontribuente per insussistenza del reato di esposizione dielementi passivi fittizi mediante utilizzazione di fatture peroperazioni inesistenti, non sarebbe di per sè vincolante nel processotributario (v. tra le altre Cass. n. 19786 del 2011)”.

 

Breve analisi

La Corte, da ultimo, con sentenza n. 6624 del 23 marzo 2011 (ud. del 24 febbraio 2011) aveva già confermato l’autonomia e la diversità del giudizio penale da quello tributario. Alla luce del costante indirizzo espresso dalla Corte (Sez. 5, Sentenza n. 3724 del 17/02/2010; Sentenza n. 2499 del 06/02/2006 Sez. 5, Sentenza n. 10945 del 24/05/2005) “l'efficacia vincolante del giudicato penale non opera nel processo tributario, poichè in questo, da un lato, vigono limitazioni della prova (come il divieto della prova testimoniale) e, dall'altro, possono valere anche presunzioni inidonee a supportare una pronuncia penale di condanna. Il giudice tributario non può limitarsi a rilevare l'esistenza di una sentenza definitiva in materia di reati tributari, estendendone automaticamente gli effetti con riguardo all'azione accertatrice del singolo ufficio tributario, ma, nell'esercizio dei propri autonomi poteri di valutazione della condotta delle parti e del materiale probatorio acquisito agli atti, deve, in ogni caso, verificarne la rilevanza nell'ambito specifico in cui esso è destinato ad operare. A tale principio non risulta essersi conformata la decisione impugnata laddove sulla base della sentenza di assoluzione ha ritenuto che sia venuta a cadere l'unica motivazione posta a base dell'avviso di accertamento”.

 

E ancora con sentenza n. 26296 del 29 dicembre 2010 (ud. dell’8 novembre 2010) la Corte aveva aderito alla consolidata giurisprudenza formatasi in materia di efficacia del giudicato penale nel giudizio tributario, ai sensi dell’art. 654 del c.p.p., che ha implicitamente abrogato l’art. 12 del D.L. n. 429 del 1982, (convertito nella L. n. 516 del 1982), poi espressamente abrogato dall’art. 25 del D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, (Cass. nn. 3724/2010,3724/2010, 1014/2008, 5720/2007). “In virtù di tale condivisibile giurisprudenza l’efficacia del giudicato penale non opera automaticamente in modo vincolante nel processo tributario, poichè in questo, da un lato, vigono limit