Il momento di effettiva esecuzione della notifica

di Antonio Terlizzi

Pubblicato il 7 marzo 2012

ai fini della valutazione della tempestività dell'esercizio del potere di accertamento occorre far riferimento alla data di spedizione del plico raccomandato od a quello della sua ricezione da parte del destinatario?

Gli effetti della notificazione eseguita a mezzo del servizio postale che si producono per il notificante al momento della consegna del piego all'ufficiale giudiziario (ovvero al personale del servizio postale) e per il destinatario al momento della ricezione, ha carattere generale e trova applicazione non solo con riferimento agli atti processuali, ma anche con riferimento agli atti d'imposizione tributaria. Ne consegue che il termine per verificare la tempestività della notificazione dell'avviso di accertamento spedito a mezzo posta coincide con la data di spedizione del plico e non con quella della sua ricezione da parte del contribuente (Cass del 05-12-2011 n.26053 ;. Cass. 15298/08, 1647/04).

Gli effetti della notificazione degli atti a mezzo posta devono essere ricollegati, per quanto riguarda il notificante, al solo compimento delle formalità a lui direttamente imposte dalla legge, ossia la consegna dell'atto da notificare all'ufficiale giudiziario, essendo la successiva attività di quest'ultimo e dei suoi ausiliari (come l'agente postale), totalmente sottratta al controllo e alla disponibilità del notificante medesimo (sentenza della Corte costituzionale n. 477 depositata il 26/11/2002).

E’ configurabile la c.d. “scissione dei momenti perfezionativi della notificazione” per il notificante e per il destinatario; gli effetti della notificazione, per quanto riguarda il notificante, devono essere ricollegati al solo compimento delle formalità a lui direttamente imposte dalla legge, ossia alla consegna dell’atto da notificare all’ufficiale giudiziario (o, in generale, all’agente notificatore, ivi compreso l’ufficiale postale), essendo la successiva attività di quest’ultimo e dei suoi ausiliari sottratta in toto al controllo ed alla sfera di disponibilità del notificante medesimo (Cass. sentenza n. 918 del 18 gennaio 2006;sentenza n. 679 del 15 gennaio 2007;ordinanza n. 23221 del 27 ottobre 2006; SS.UU., ordinanza n. 24942 del 24 novembre 2006).

Secondo il principio di scissione soggettiva degli effetti delle notificazioni: per il notificante la notifica si perfeziona al momento della consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario quando, cioè, sono esaurite le formalità che non sfuggono alla sua disponibilità;per il destinatario la notificazione si considera perfezionata soltanto alla data della ricezione dell’atto; resta fermo, per il destinatario, il principio del perfezionamento della notificazione solo alla data di ricezione dell’atto con la conseguente decorrenza da quella stessa data di qualsiasi termine imposto al destinatario medesimo ossia quando egli ne acquista effettiva o legale conoscenza. Ciò che conta, ai fini del compimento della notifica per quanto attiene al destinatario, è il momento del ricevimento dell’atto (ex multis, Cassazione civile, sez. trib. 8 settembre 2004, n. 18087) al termine del complessivo procedimento di notificazione.

In tema di notifiche a mezzo del servizio postale, il momento in cui si perfeziona la notifica è diverso a seconda che si faccia riferimento al notificante o al notificato: per il notificante, infatti, ha piena valenza la data della spedizione dell'atto, mentre per il notificato vale la data della ricezione effettiva ex articolo 60 ultimo comma del DPR 600/1973. Alla luce della sentenza n. 477/2002 della Consulta, deve ritenersi tempestivamente eseguita la notificazione a mezzo posta di un atto impositivo nel caso in cui l’atto sia stato spedito dall’ufficio entro l’anno in cui la legge ne consentiva ancora l’azione accertatrice, a nulla rilevando che il destinatario lo abbia ricevuto nell’anno successivo. Qualora la notificazione assuma rilievo come compimento di attività da parte del notificante alla quale si collega il rispetto del termine posto dalla legge a suo carico, con la conseguente decadenza dal relativo potere in caso di inosservanza, la verifica della tempestività della notifica deve essere compiuta avendo riferimento esclusivo all’attività compiuta dal notificante e quindi alla data di spedizione dell’atto di accertamento. Ciò, non determina alcuna menomazione dei diritti di difesa del contribuente destinatario dell’atto,in quanto si realizza una proiezione in avanti del dies a quo per i relativi adempimenti posti a suo carico,fra i quali ha preliminare rilievo il termine per la presentazionedel ricorso, che decorre dalla data in cui èavvenuta la ricezione dell’atto stesso da parte del contribuente;si verifica una scissione tra il momentoperfezionativo della notificazione dell’atto impositivoe il momento d’efficacia nel senso che la notificazioneper l’ufficio si esaurisce e produce i suoi effetticon la consegna del plico all’ufficio postale da partedel messo, con la conseguenza fondamentale dell’impedimentodel maturarsi del termine della decadenzamentre per il contribuente (destinatario dell’atto) l’attoproduce i suoi effetti dalla data di ricezione, decorrendoda questa i termini per la proposizione del ricorso. Non si può ignorare, in definitiva, che ormai il principio generale è quello secondo cui poiché la potestà di accertamento deve essere esercitata entro termini di decadenza, la tempestività dell’azione accertatrice non deve essere correlata ad esigenze di tutela del destinatario ossia alla ricezione dell’atto impositivo da parte del contribuente ma solo alla data di spedizione postale di quest’ultimo atto.

 

Procedimento di notificazione, ex art. 140 c.p.c. per assenza temporanea

La corte costituzionale (sentenza n. 3/2010 dell'11 gennaio 2010) ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 140 codice di procedura civile, nella parte in cui prevede che la notifica si perfeziona, per il destinatario, con la