E’ reato registrare fatture false

di Francesco Buetto

Pubblicato il 29 febbraio 2012

ecco a quali rischi penali si espone il contribuente che utilizza, registrandole in contabilità, fatture false

Con sentenza n. 1894 del 18 gennaio 2012 (ud. 12 ottobre 2011) della Corte di Cassazione Penale, Sez. III, è stato ritenuto che la sola registrazione della fattura falsa, non ancora inserita in dichiarazione, perché intervenuti i controlli del Fisco, costituisce reato.

 

IL FATTO

Nell'ambito di indagini tributarie svolte dalla Guardia di Finanza, erano emersi gravi indizi di reati fiscali, consumati da diversi soggetti in concorso tra loro nel periodo tra il 2005 e il 2008 e consistenti, in particolare, nell'emissione continuata di fatture false per importi elevatissimi a fronte di operazioni in tutto o in parte inesistenti, tramite tre società di comodo.

Fatture che erano ricevute e annotate in contabilità. A ciò si aggiungevano dichiarazioni fraudolente con l'uso di fatture o altri documenti in tutto o in parte inesistenti, per l'indicazione di elementi passivi fittizi al fine di evadere le imposte sui redditi, in relazione agli esercizi finanziari da 2005 a 2007.

 

Il ricorso in Cassazione

L'indagato ha proposto ricorso per cassazione, chiedendone l'annullamento e lamentando, con unico motivo di impugnazione, l'erronea applicazione dell’art. 9, del D.Lgs. n. 74 del 2000.

Ad avviso della difesa - la quale richiama le sentenze Cass., sez.un., 7 novembre 2000, n. 27, e 28 ottobre 2010, n. 1235/2011, nonchè Corte costituzionale n. 49 del 2002 - “poichè secondo la prospettazione accusatoria le società facenti capo all'indagato si sare