Falsi atti e false dichiarazioni aggravano le sanzioni penal-tributarie

di Giuseppe Bennici

Pubblicato il 17 febbraio 2012

vediamo quali sono, nell'ambito dei rapporti Fisco-Contribuente, i rischi per il contribuente che produce documentazione "falsa"

I rapporti tra contribuente e Amministrazione finanziaria sono improntati al principio della collaborazione e della buona fede1. Evidentemente, i rapporti tra le parti non sempre sono stati limpidi fino al punto che il Governo tecnico in carica ha voluto metter in chiaro il peso delle posizioni in campo, farcendo la "cordialità dei rapporti ed il rispetto reciproco" con l'attribuzione di valor "penale" agli atti ed alle affermazioni che il contribunete trasmette o comunica All'amministrazione finanziaria.

Si tratta, in sostanza, della previsone dapprima contenuta nell'art. 11, comma 1, nel Decreto Legge del 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni, dalla legge del 22 dicembre 2011, n. 214, disposizione con la quale è stata data solennità penale alle richieste effettuate dall'Agenzia delle Entrate, o dalla Guardia di Finanza, nell'esercizio dei poteri di cui agli articoli 32 e 33 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e agli articoli 51 e 52 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1972, n. 633.

A partire, quindi, dal 6 dicembre 2011, chi esibisce o trasmette atti o documenti falsi in tutto o in parte ovvero fornisce dati e notizie non rispondenti al vero é punito ai sensi dell'articolo 76 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.

In particolare, la falsità penale prevista dall'art. 76 del Dpr 445/2000 è prevista per „chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso“. Lo stesso articolo, inoltre, al comma 2 fa una precisazione chiarendo che si ha falsità in atti anche all'or quando si esibisce un atto contenente dati non più rispondenti a verità.

In vero, la questione così posta ha da subito destato perpelessità, sia per la complessità con la quale tale nuova previsione andasse incastonata tra le norme tributarie sia per la gestione dei fenomeni penali scaturenti, cosi che, con l'evidente obiettivo di circoscrivere la portata della norma, in sede di conversione l'ambito di applicazione „dell'ulteriore“ azione sanzionatoria è stata confinata alle sole ipotesi ispettive o accertative il cui risultato