L’applicazione delle percentuali di ricarico

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 30 gennaio 2012

quando in un accertamento induttivo i ricavi "in nero" vengono presunti utilizzando le percentuali di ricarico: quali sono le percentuali considerate congrue?

Con una recente pronuncia la Corte di Cassazione si è occupata delle cd.percentuali di ricarico. Analizziamo, quindi, le indicazioni espresse dai massimi giudici.

 

L’ordinanza n. 26055 del 5 dicembre 2011 (ud. 8 novembre 2011)

La questione trae origine dal ricorso proposto dalla contribuente, che lamenta l’omessa motivazione e violazione di legge della sentenza impugnata, quanto all'epoca di rilevamento dei prezzi di acquisto e vendita, alla omessa valutazione di sconti ed al ricorso, quanto alle percentuali di ricarico, alla media semplice piuttosto che a quella ponderata.

La Corte, innanzitutto, dichiara inammissibile quella relativa all'epoca di rilevamento dei prezzi di acquisto e vendita, trattandosi di questione di mero fatto.

Inoltre, ritiene infondato “il mezzo per quanto concerne gli sconti e le vendite a stock, in difetto della prova - gravante sul contribuente, come correttamente ritenuto dal giudice di merito - dell'esistenza di detti sconti”.

L'unico motivo, invece, ritenuto fondato è quello relativo all’utilizzo della media semplice invece di quella ponderata. “Questa Corte ha, infatti, affermato che, nell'accertamento tributario fondato sulle percentuali di ricarico della mene venduta, la scelta tra il criterio della media aritmetica semplice e della media ponderale dipende, rispettivamente, dalla natura omogenea o disomogenea degli articoli e dei ricarichi - circostante la valutazione costituisce appressamento di merito, incensurabile in sede di legittimità sotto il profilo della violazione di legge - assume il criterio della media