Campioni gratuiti, imposta di registro, credito IRPEF inferiore a 12 euro, IRAP ed impresa individuale, IVA e società sportiva dilettantistica

campioni gratuiti, imposta di registro, credito IRPEF inferiore a 12 euro, IRAP ed impresa individuale, IVA e società sportiva dilettantistica


QUESITO N. 1: Requisiti dei campioni gratuiti


Le cessioni di campioni gratuiti di modico valore appositamente contrassegnati sono considerate non imponibili ai fini Iva. Si chiede quali caratteristiche devono rispettare tali beni.



RISPOSTA


L’articolo 2, terzo comma lett. d) del D.p.r. n. 633/72 stabilisce che non sono considerate cessioni di beni “le cessioni di campioni gratuiti di modico valore appositamente contrassegnati”.


Sulla predetta previsione normativa, la risoluzione n. 83 del 2/04/2003 dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito che:













    • i beni ceduti devono essere normalmente commercializzati dell’impresa;



    • i beni devono essere “appositamente contrassegnati” al fine di evitare una successiva commercializzazione degli stessi.


Tale contrassegno deve essere apposto mediante lacerazione, perforazione o altro metodo, purché sia permanente; per l’individuazione del “modico valore” si deve fare riferimento agli usi commerciali, considerando che i beni non devono essere necessariamente di dimensioni inferiori a quelli commercializzati.


 


QUESITO N. 2: Pagamento dell’imposta di registro del contratto di locazione


Il proprietario di un appartamento concesso in affitto provvede a pagare l’imposta di registro del contratto di locazione ad ogni annualità.


Il conduttore si rifiuta di pagare il 50% di tale importo, sostenendo che il pagamento dell’imposta di registro non è di sua competenza. Si chiede se il proprietario abbia il diritto di chiedere il pagamento del 50% dell’imposta di registro al conduttore.


RISPOSTA


Secondo quanto previsto dall’art. 10 comma 1 lett. a del D.p.r. 131 del 26/04/1986, “sono obbligati a richiedere la registrazione le parti contraenti per le scritture privare non autenticate, per i contratti verbali e per gli atti pubblici e privati formati all’estero ….”.


Inoltre, l’art. 17 comma 1 prevede che “l’imposta dovuta per la registrazione dei contratti di locazione e affitto di beni immobili esistenti nel territorio dello stato nonché per le cessioni, risoluzioni e proroghe anche tacite degli stessi, è liquidata dalle parti contraenti ed assolta entro trenta giorni….”.


Alla luce di quanto sopraesposto, qualora il contratto non preveda diversamente, al pagamento dell’imposta di registro di un contratto di locazione sono obbligati solidalmente entrambi i contraenti.


Il contribuente indicato nel quesito ha, quindi, il diritto di chiedere il pagamento del 50% dell’imposta di registro al conduttore. Qualora il conduttore si rifiuti, il proprietario dell’immobile, dopo aver costituito in mora il locatore, può agire in giudizio per ottenere il pagamento delle somme dovute.



QUESITO N. 3: Compensazione credito Irpef inferiore a 12 €


Dal modello Unico 2009 di una persona fisica risulta un credito Irpef pari a 11 € relativo al saldo 2008. Si chiede se tale credito possa essere compensato nel modello F24 con l’acconto Irpef dovuto per il periodo d’imposta 2009.



RISPOSTA


La legge finanziaria 2006, dal 1° gennaio 2006, ha disposto che il nuovo limite minimo di versamento e rimborso per Irpef, addizionali ed Ires è pari a € 12,00. Tale importo ha sostituito il “vecchio” limite di € 10,33, che diversamente rimane in vigore per Iva e Irap.


L’articolo 1, comma 137, Legge finanziaria 2006 aveva previsto che dal 1° gennaio 2006 non potesse essere operato il rimborso delle imposte singolarmente di importo non superiore a € 12,00.


Tuttavia, in assenza di disposizioni normative, nulla vietava di recuperare un credito di importo esiguo (non rimborsabile) mediante l’istituto della compensazione, previa indicazione del credito stesso nel quadro RX del modello Unico.


La Legge Finanziaria 2008, modificando l’articolo 1, comma 137, Legge Finanziaria 2006, espressamente dispone che i crediti di importo esiguo (fino a 12,00 €) non possano né essere rimborsati né essere utilizzati in compensazione. .



QUESITO N. 4: Irap, impresa individuale


Un agente di commercio presenta tutte le condizioni per accedere dal 2010 al il regime dei “Contribuenti minimi”, ma non opta per tale regime. Si chiede se tale soggetto sia assoggettabile all’Irap.



 


RISPOSTA


Secondo quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate con circolare n. 45/E del 13 giugno 2008, si può considerare non sussistente il presupposto dell’autonoma organizzazione nei casi in cui il contribuente possa considerarsi “contribuente minimo” ai sensi del citato comma 96 dell’articolo 1 della Finanziaria 2008, a prescindere dalla circostanza che lo stesso si sia avvalso o meno del relativo regime fiscale.


Tale regola, però, vale esclusivamente per il soggetti che conseguono un reddito da lavoro autonomo.


Per quanto riguarda gli agenti e rappresentanti di commercio, l’Agenzia delle Entrate non ritiene possibile assimilarli ai lavoratori autonomi ai fini Irap, in quanto i redditi derivanti dallo svolgimento dell’attività di agente o rappresentante di commercio, riferendosi ad un’attività commerciale secondo quanto disposto dall’art. 2195 cc, sono qualificabili come “redditi di impresa” e, pertanto, il requisito dell’autonoma organizzazione è intrinseco alla natura stessa dell’attività svolta e, quindi, gli agenti di commercio sono comunque tenuti a pagare l’IRAP.



QUESITO N. 5: Versamento Iva associazione sportiva dilettantistica


Un’associazione sportiva dilettantistica gode del regime agevolato previsto dalla Legge 398/91.


Si chiede entro quale data deve essere versata l’Iva del quarto trimestre.



RISPOSTA


L’associazione sportiva dilettantistica, nel momento in cui svolge operazioni che fiscalmente sono considerate commerciali, diventa un soggetto passivo Iva come le normali imprese e, quindi, è obbligata ad applicare l’imposta e può detrarre l’Iva sugli acquisti connessi alle operazioni imponibili.


Il versamento dell’Iva avviene seguendo i termini ed i modi ordinari; pertanto, viene effettuato tramite il Mod. F24 con i codici tributo ordinariamente previsti per l’Iva, è trimestrale come dispone l’art. 9, c. 3, D.P.R. 544/1999, deve essere effettuato entro il giorno 16 del secondo mese successivo al trimestre di riferimento.


Il versamento dell’Iva del quarto trimestre deve, quindi, essere versato entro il 16 febbraio dell’anno successivo.


Al riguardo, si fa presente che il codice tributo corrisponde a 6034 “Versamento Iva quarto trimestre – art. 74, D.P.R. 26.10.1972, n. 633”.



02 febbraio 2010


Antonio Gigliotti

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