Il Fondo garanzia prodotti e il fondo buoni sconto e concorsi a premio: aspetti operativi e contabili

Lo svolgimento dell’attività economica sottopone l’impresa ad una serie di rischi che incombono sul ciclo vendite, con la conseguenza che ai fini della completezza del Bilancio d’esercizio, occorrerà stimare il valore economico di questi rischi e procedere all’iscrizione di opportuni accantonamenti. In molti casi, stante il principio di specialità degli accantonamenti fiscalmente deducibili, questi non saranno ammessi in deduzione e conseguentemente ripresi a tassazione, in sede di compilazione del modello di dichiarazione dei redditi.

Aspetti generali  

Lo svolgimento dell’attività economica, sottopone l’azienda ad una serie di rischi e oneri che in futuro possono determinare effetti sulla redditività. La correlazione ricavi-costi richiede,
l’iscrizione nel Passivo di bilancio, di appositi accantonamenti finalizzati ad evitare che questi costi possano incidere in un periodo di competenza diverso da quello in cui sono stati conseguiti i ricavi ad essi correlati. La questione non è di poco conto, specie in un periodo come quello attuale, in cui le condizioni di crisi che affliggono molti settori dell’economia impongono verifiche particolarmente accurate e, spesso, accantonamenti consistenti.

Determinare gli accantonamenti da porre in essere a fronte di rischi o oneri futuri, è questione attinente al rispetto del principio di prudenza, così come disciplinato dal principio contabile 11.

Alla chiusura dell’esercizio, alcune tipologie di accantonamenti si renderanno particolarmente frequenti e consistenti, ed è quindi opportuno riprenderne quantomeno i tratti salienti, pur limitando l’analisi alla disciplina dei principi contabili nazionali.
Da questo punto di vista, appare utile richiamare alcune categorie generali, attinenti la classificazione degli accantonamenti e le relative regole generali di valutazione.

In particolare, secondo il principio contabile 19, distinguiamo:
a) fondi per oneri, che accolgono accantonamenti relativi ad eventi certi, la cui quantificazione o momento di manifestazione finanziaria è comunque solo stimata;
b) fondi per rischi, che accolgono invece l’effetto economico di un evento solo probabile o addirittura remoto, secondo una stima che alla data di redazione del bilancio di esercizio sia possibile sulla base della disponibilità di elementi valutativi sufficientemente concreti;
c) fondi per imposte, anche differite fondi di quiescenza i quali accolgono oneri rispettivamente per imposte che non trovano collocazione tra i debiti tributari, e per la quota previdenziale e sociale della gestione delle risorse umane.

Altre tipologie di accantonamenti, specie ove non rispondenti a questi requisiti, non sono ammessi e se effettuati possono costituire eccesso di prudenza al punto da configurare un errore, anche significativo, nella redazione del bilancio di esercizio.
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In questo primo intervento, tuttavia, ci occuperemo esclusivamente degli accantonamenti relativi ai rischi che incombono sul ciclo vendite…. CONTINUA… LEGGI LA VERSIONE INTEGRALE – 7 pagine – NEL PDF QUI SOTTO==>

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