I.V.A. per cassa: aspetti operativi e contabili

Sommario

I.V.A. per cassa: il recente D.M. del 26/03/2009 ha reso operativo, con decorrenza dal 28/04/2009, il regime dell’I.V.A. per cassa istituito con il D.L. n. 185/2008, convertito con modificazioni nella L. n. 2/2009. La norma sopracitata, ha introdotto una deroga al generale principio di esigibilità dell’I.V.A. basato sul momento di effettuazione dell’operazione come delineato dall’art. 6 del D.P.R. n. 633/1972, stabilendo che le imprese di minori dimensioni con volume d’affari annuo fino a 200.000 Euro, possono emettere fatture in regime di sospensione, differendo il versamento dell’I.V.A. al momento di incasso del corrispettivo ed in proporzione alla quota incassata.

Parallelamente, il cessionario potrà portare in detrazione l’I.V.A. dovuta sugli acquisti fatturati in regime di esigibilità differita, solo all’atto del pagamento ed in proporzione alla quota pagata. Questo regime, non può essere applicato, a titolo esemplificativo, né dalle imprese in regime di reverse-charge, né dalle imprese in regime I.V.A. speciale monofase, né dalle imprese in relazione alle vendite a privati. L’esigibilità differita non può comunque superare l’anno dalla data di effettuazione delle singole forniture, anche nel caso di fatturazione differita mensile, decorso il quale tutta l’I.V.A. sospesa
diviene imposta esigibile/detraibile.

Aspetti generali

Il regime dell’IVA “per cassa” è stato introdotto dall’art. 7 del D.L. n. 185/2008, convertito con modificazioni in L. n. 2/2009. Tale regime, secondo il decreto legge originario, doveva essere applicato in via straordinaria, solo per il periodo 2009-2011. La legge di conversione che ne è seguita, lo ha trasformato in un regime opzionale definitivo, che si affianca al regime di sospensione dell’I.V.A. previsto già da tempo, dall’art. 6, co. 5 del D.P.R. 633/1972, in relazione alle forniture alla Pubblica Amministrazione che, al contrario, prevede un regime di sospensione a tempo indeterminato.

Successivamente, l’Agenzia delle Entrate, con propria circolare del 30/04/2009 n. 20/E, ha fornito le istruzioni di servizio, con alcune precisazioni che hanno inevitabili conseguenze, anche sotto il profilo contabile. Si rimarca, che il regime è opzionale e si realizza attraverso l’apposizione sulla fattura della dicitura: Fattura con I.V.A. ad esigibilità differita o similare.

E’ possibile che in relazione allo stesso contribuente possano configurarsi situazioni di coesistenza del regime di esigibilità immediata e del regime di esigibilità differita, in quanto il regime riguarda la singola operazione, non il contribuente optante. La gestione del regime dell’I.V.A. per cassa impone la tenuta del partitario clienti e fornitori, dato che l’esigibilità del tributo indiretto, è ancorata alla quota di credito o di debito, rispettivamente incassata o pagata su ogni singola fattura. La circolare dell’Agenzia, ha chiarito che dell’eventuale pagamento frazionato, deve essere lasciata traccia nelle scritture contabili, cosa per la verità abbastanza agevole per i contribuenti in regime di contabilità ordinaria, che dovendo annotare a libro giornale le operazioni di prima nota finanziaria, possono far emergere facilmente le partite finanziarie in tutto o in parte regolate.

I contribuenti in regime di contabilità semplificata, dovranno invece far risultare le quote di debito o credito rispettivamente pagate o incassate dai registri I.V.A. con evidenze del tipo: … CONTINUA…. leggi la versione integrale dell’articolo nel PDF qui sotto==>

Scarica il documento allegato
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it