Nuovo regime di IVA per cassa: scritture contabili

Come già commentato su queste colonne, l’articolo 32-bis del decreto legge 22 giugno 2012, n. 83 – convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134 – ha introdotto nell’ordinamento italiano il nuovo regime di IVA per cassa, le cui disposizioni attuative sono contenute nel DM 11.10.2012 e dettagliatamente illustrate nel provvedimento direttoriale n. 165764 del 21.11.2012 e nella Circolare ministeriale n. 44/E del 26 novembre 2012. Con il citato decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 11 ottobre 2012, il legislatore ha fissato la decorrenza del regime Iva in commento al 1° dicembre 2012: a decorrere da tale data è stato abrogato, altresì, il previgente regime IVA per cassa disciplinato dall’articolo 7 del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185 che disponeva in capo al cedente o prestatore la facoltà di liquidare l’IVA, ma soltanto su determinate operazioni attive, al momento dell’incasso della fattura (cd. fatturazione con Iva differita).
In buona sostanza, il sistema previgente dell’IVA per cassa era un regime opzionale nel senso che il soggetto passivo poteva scegliere con riguardo a ciascuna operazione se assoggettarla ad esigibilità immediata o differita. Per effetto delle vigenti disposizioni e del suindicato provvedimento attuativo, la scelta di avvalersi del regime in questione riguarderà, invece, l’intera attività e non potrà essere limitata (per scelta ed in via opzionale) a singole operazioni e sarà vincolante per tre esercizi, salvo il superamento del limite del volume d’affari di € 2.000.000, previsto per accedere al novellato regime di Iva per cassa: in tale ultima ipotesi, così come disposto dall’art. 7 del DM 11 ottobre 2012, il regime opzionale cessa a partire dal mese o trimestre successivo al superamento della predetta soglia, con la conseguenza che nell’ultima liquidazione deve essere computata sia l’imposta a debito, sia quella a credito ancora “sospesa” ( C.M. n. 44/E del 26 novembre 2012).
Sull’argomento si è recentemente espressa la Fondazione Romana di Ragioneria “ Giorgio Di Giuliomaria” che ha predisposto, al riguardo, un documento estremamente operativo nel quale ha illustrato i principi fondamentali del nuovo meccanismo di liquidazione dell’Iva per cassa.
Preliminarmente viene osservato che, l’imposta a credito e a debito esposta sulle fatture non pagate, a differenza del regime ordinario, non è immediatamente esigibile, ma lo diventa al momento della riscossione o del pagamento del corrispettivo: l’Iva diviene comunque esigibile, a prescindere dal pagamento del corrispettivo, entro un anno dall’effettuazione dell’operazione salvo che, prima del decorso di tale termine, il cessionario o committente sia stato assoggettato a procedure concorsuali.
Peraltro, al verificarsi di tale ultima ipotesi, la sospensione dell’esigibilità dell’IVA è a tempo indeterminato, ovvero l’esigibilità dell’imposta è sospesa fino all’effettivo incasso del corrispettivo.
Successivamente, la nota operativa in commento spiega che l’adesione al nuovo regime dell’Iva per cassa non comporta particolari problematiche da un punto di vista prettamente contabile: infatti, con riferimento alle fatture emesse e ricevute prima dell’adesione al regime in commento, non dovrà essere effettuata alcuna nuova scrittura di rettifica, posto che l’Iva relativa a dette operazioni sarà liquidata con i metodi ordinari.
Anche il contribuente che transita dal vecchio regime di Iva per Cassa a quello nuovo non dovrà procedere con altre scritture di rettifica in quanto le operazioni poste in essere entro il 30.11.2012 rimangono assoggettate al regime precedente, ancorché le relative …

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