Le operazioni di smobilizzo dei crediti commerciali

Premessa – lo smobilizzo
Il regolamento finanziario delle operazioni di compravendita può avvenire con strumenti di pagamento – assegni bancari e postali, assegni circolari, denaro contante – e/o con l’utilizzo di:
a) titoli cambiari;
b) strumenti di regolamento finanziario, diversi dalle cambiali.

Nell’ipotesi di regolamento con mezzi cambiari, il creditore acquisisce un titolo di credito che, se ha assolto all’imposta di bollo in modo regolare, acquista la natura di titolo esecutivo, la cui efficacia non richiede alcun giudizio ricognitivo.

La prassi commerciale prevalentemente seguita degli ultimi decenni, ha fatto registrare un progressivo abbandono dello strumento cambiario, come strumento di smobilizzo dei crediti commerciali e una crescente affermazione delle ricevute bancarie come strumento alternativo e preferito di “monetizzazione” degli scambi con regolamento differito. In particolare, le ricevute bancarie – oggi gestite nella forma elettronica delle RI.BA. – sono utilizzate in due tipi di operazioni:

 operazioni di anticipo s.b.f.: con le quali la banca anticipa solitamente una larga parte del credito – di solito circa 80% del valore nominale – attraverso :
i. la concessione di una linea di credito “ad hoc”. Con questa formula, l’operazione si realizza mediante l’accredito in un conto corrente speciale, separato e collegato al conto corrente ordinario. Il conto corrente speciale produce un “scalare interessi” autonomo rispetto a quello del conto corrente ordinario, sul quale gli interessi di anticipazione sono quelli calcolati per
effetto dello scoperto di valuta prodottosi su tale conto. Il meccanismo con il quale si determinano “interessi di scopertura”, ricalca nella sostanza l’analogo meccanismo previsto nello sconto cambiario. In altri termini, gli interessi passivi sono l’effetto di una duplice annotazione nel conto anticipo:

1. l’accreditamento delle somme – iscrizione in AVERE del conto anticipo – avviene con valuta posticipata, pari alla valuta media adeguata del gruppo di ricevute presentate con clausola s.b.f.;
2. l’addebitamento delle somme – iscrizione in DARE del conto anticipo – avviene con valuta immediata, in contropartita AVERE del conto corrente ordinario, determinandosi cosi sul conto anticipo uno scoperto in linea valuta delle somme messe a disposizione nel conto ordinario del cliente correntista.
ii. la concessione di utilizzo delle somme sul conto corrente ordinario attraverso un elevazione del fido ivi concesso. Questa formula sarebbe più conveniente per il cliente con saldi di c/c prevalentemente positivi che potrebbero azzerare quelli da scoperto di valuta. La modalità in discorso è però poco praticata dalla banche, che cercano – anche per motivi di gestione informatica dei conti correnti – gestire in modo autonomo i diversi conti;
iii. l’apertura di una linea di credito di tipo rotativo per evidenziazione.

Questa formula comporta una dilatazione delle spese di tenuta del conto, dato che l’operazione di anticipo s.b.f. passa attraverso l’uso di tre conti:
1. annotazione in un conto di evidenziazione che resta inattivo fino a quando il cliente non rientra dall’affidamento limitato concesso;
2. accredito in “conto anticipo” delle somme disponibili a seguito di rientro da “revolvering credit” con valuta posticipata e contemporaneo addebito di pari importo con valuta immediata;
3. accredito del conto corrente ordinario con valuta concordata delle somme provenienti da conto anticipo.

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