Regolarizzazione Bonus Ricerca e Sviluppo: la legge di Bilancio 2023 differisce il termine

di Federico Gavioli

Pubblicato il 11 gennaio 2023

È differito di un altro mese, dal 31 ottobre al 30 novembre 2023, il termine entro cui chi intende avvalersi della procedura di riversamento spontaneo per gli indebiti utilizzi in compensazione del credito d’imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo deve inviare l’apposita istanza all’Agenzia delle entrate.
In riferimento alle certificazioni attestanti la qualificazione degli investimenti, va precisato che esse possono essere richieste se le violazioni non sono già state constatate con Pvc.

regolarizzazione bonus ricerca sviluppoLa legge 29 dicembre 2022, n. 197, cosiddetta legge di Bilancio 2023, pubblicata sulla G.U. n. 303 del 29 dicembre 2022, all’articolo 1, al comma 271, stabilisce che i soggetti che abbiano indebitamente utilizzato in compensazione il credito di imposta per ricerca e sviluppo siano tenuti a inviare la richiesta di riversamento spontaneo del medesimo credito all’Agenzia delle entrate entro il 30 novembre 2023 (anziché il 31 ottobre del medesimo anno).

Il successivo comma 272, stabilisce che le certificazioni relative alle spese per attività di ricerca, sviluppo e innovazione possono essere richieste alla sola condizione che le violazioni relative all’utilizzo dei relativi crediti d’imposta non siano già state constatate.

La disposizione espunge il riferimento, presente nelle disposizioni finora vigenti, all’ulteriore condizione che non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento di cui si abbia avuto formale conoscenza.

 

Bonus Ricerca e Sviluppo: la procedura di riversamento spontaneo

La procedura di riversamento spontaneo disciplinata all’art. 5, commi da 7 a 12, del decreto-legge n. 146 del 2021, ed è destinata ai soggetti che - a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2019 - abbiano svolto, sostenendo le relative spese, attività in tutto o in parte non qualificabili come attività di ricerca e sviluppo ammissibili nell’accezione rilevante ai fini del credito d’imposta.

Il provvedimento approvato il 1 giugno dall’Agenzia delle Entrate è emanato in attuazione dell’articolo 5, del decreto legge 21 ottobre 2021, n. 146 (collegato fiscale alla legge di Bilancio 2022), e ha come finalità quella di disciplinare le modalità e i termini per l’accesso alla procedura per regolarizzare g