Alcune note sul limite al contante 2023: salito a 5mila euro

di Samuele Granzotto

Pubblicato il 21 gennaio 2023

Come noto, la Legge di Bilancio ha innalzato a 5mila euro (esattamente a 4.999,99) il limite per i pagamenti in contanti. Facciamo il punto sulla novità, sulle eccezioni e sui casi particolari...

Come noto, la Legge di Bilancio per il 2023 (Legge 197 del 29/12/2022 all’art. 1 comma 384 lettera b) ha modificato l’articolo 49 comma 3-bis della D.L. 231/2007 innalzando di fatto il limite massimo di utilizzo del denaro contante a € 4.999,99 (a livello colloquiale identificato in 5mila euro) contro i precedenti € 999,99; detta modifica ha effetto con decorrenza 1/1/2023.

 

Limite al contante: le eccezioni e i casi particolari

Rimane tuttavia valida l’eccezione di poter effettuare pagamenti in contanti fino a 15.000 euro da parte di soggetti cittadini stranieri (soggetti non residenti in Italia) nei confronti dei commercianti al minuto, agenzie di viaggio e turismo.

Da notare che detta operazione va comunicata all’Agenzia delle Entrate a cura del commerciante italiano.

Rimane invariato a 1.000 euro il limite alla circolazione del contante per quanto concerne le operazioni relative ai servizi di Money Transfer.

Altro limite che non subisce modifiche è quello che riguarda l’utilizzo del contante nell’ambito delle operazioni con soggetti “Compro Oro” che, a norma del D. Lgs. 92/2017, rimane fissato in euro 500,00.

Oltre tale soglia scatta infatti l’obbligo del pagamento tramite mezzi tracciabili.

La soglia limite all’utilizzo del contante di € 5.000,00 non opera per operazioni di prelievo/versamento nel proprio conto corrente bancario.

La norma infatti è riferita al “trasferimento” di denaro contante tra soggetti diversi, motivo per cui non vi rientrano le operazioni di versamento/prelievo dal proprio conto corrente.

 

Attenzione ai Pagamenti Rateizzati

limite uso contantiNel caso in cui vi sia un contratto scritto tra le parti ove si preveda un corrispettivo superiore a € 4.999,99 e un pagamento rateizzato, ciascuna rata potrà essere pagata in contanti purché singolarmente di importo inferiore al limite di € 5.000,00.

In tal caso opera una deroga” al limite di utilizzo del denaro contante, tuttavia è bene fare molta attenzione poiché il legislatore ha espressamente previsto, onde evitare facili fenomeni elusivi della norma, che:

  1. il pagamento rateale debba essere connaturale alla natura stessa del contratto;

  2. per ogni singolo pagamento va conservata la disposizione scritta delle parti in merito alla corresponsione e accettazione del versamento (sul contratto o sulla fattura);

Elemento fondamentale quindi, per poter effettuare le operazioni come sopra meglio specificato, è l’esistenza di un contratto scritto tra le parti che regolamenti la cosa.

In caso di mancanza di un contratto scritto, preventivamente stipulato tra le parti, il pagamento in più rate di un’unica prestazione il cui valore complessivo supera € 4.999,99 non può essere effettuata in contanti.

Come già specificato in altre occasioni si ricorda che è bene apporre data certa ai contratti che vengono sottoscritti tra le parti.

Oggigiorno la cosa risulta infatti molto agevole in quanto effettuabile anche tramite mezzi informatici, e garantisce l’esistenza dell’accordo scritto con data antecedente all’operazione.

Risulta inoltre sempre possibile il pagamento di un acconto o caparra in contanti fino al limite stabilito, e del successivo saldo tramite strumenti di pagamento tracciabili.

E' da intendersi sempre vietato suddividere i pagamenti secondo modalità artificiose al fine di aggirare la norma.

 

NDR. In tema di limite al contante e pagamenti frazionati approfondisci qui

 

A cura di Samuele Granzotto

Sabato 21 gennaio 2023