Contributo a fondo perduto per la ristorazione collettiva: domande entro il 20 giugno 2022

di Celeste Vivenzi

Pubblicato il 26 maggio 2022

Il Decreto Sostegni bis ha introdotto un contributo a fondo perduto per sostenere le attività del settore della ristorazione collettiva il cui limite di spesa ammonta a 100 milioni di euro per il 2021.
In questo contributo ci soffermeremo su soggetti beneficiari, ammontare del contributo e modalità di erogazione.

fondo perduto ristorazione collettivaCome noto con l’articolo n. 43-bis del Decreto Legge n. 73/2021, convertito dalla legge n. 106/2021, è stato introdotto un contributo a fondo Perduto per le imprese operanti nei servizi della ristorazione collettiva nel limite di spesa complessivo di 100 milioni di euro per l'anno 2021.

Con decreto del MISE, di concerto con il MEF, sono stati determinati i soggetti beneficiari e l’ammontare del contributo, nonché le modalità di erogazione dell’aiuto e con il Provvedimento del 03 maggio 2022 l’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello di istanza e definito termini e modalità di presentazione.

Nota: le istanze di accesso al contributo devono essere inviate utilizzando i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate o il servizio web disponibile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” a far data dal 06 giugno 2022 e fino alla data ultima del 20 giugno 2022.

 

Contributo a fondo perduto per la ristorazione collettiva: focus sulle domande

Soggetti a cui spetta il contributo

Secondo quanto previsto dall’art. 43-bis, D.L. n. 73/2021, il contributo spetta alle imprese che svolgono servizi di ristorazione definiti da un contratto con un committente, pubblico o privato, per la ristorazione non occasionale di una comunità delimitata e definita.

Nota: deve trattarsi di attività prevalente o secondaria alla data del 31 dicembre 2020 comunicata con il modello AA7 o AA9 all’Agenzia delle Entrate contraddistinte dai seguenti codici Ateco 2007:

  • 56.29.10 – Mense;
  • 56.29.20 - Catering continuativo su base contrattuale (per comunità delimitate e definite si intendono, ad esempio, scuole, università, uffici, caserme e strutture ospedaliere, assistenziali, socio-sanitarie e detentive).

 

Requisiti per l'accesso al contributo

  1. aver subito nel 2020 una riduzione dei ricavi non inferiore al 15% rispetto ai ricavi relativi al 2019.

    Nota: per le imprese con periodo di imposta non coincidente con l’anno solare, la riduzione sarà calcolata sulla base dei ricavi conseguiti nel periodo d’imposta precedente (esercizio 2019/2020) da rapportare al valore dei ricavi conseguiti nel secondo periodo d’imposta precedente alla data di entrata in vigore del decreto (esercizio 2018/2019).

    Per le imprese costituite nel corso del 2019 la determinazione del calo del fatturato deve essere calcolata in base ai valori degli imponibili delle fatture emesse e dei corrispettivi certificati nei periodi infrannuali di riferimento.

     
  2. i ricavi del 2019 devono essere costituiti per almeno il 50% dai corrispettivi per i contratti di ristorazione collettiva sopra indicati (la determinazione dell’ammontare dei ricavi segue le regole di cui all’articolo 85, comma 1, lettere a) e b), del Tuir).
     
  3. altri requisiti previsti dalla normativa: alla data di presentazione dell’istanza le imprese devono anche possedere i seguenti requisiti:
     
    • avere sede legale o operativa ubicata sul territorio italiano;
       
    • risultare regolarmente iscritti e attivi nel Registro delle imprese tenuto presso la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura;
       
    • non essere in liquidazione volontaria o sottoposti a procedure concorsuali con finalità liquidatorie;
       
    • non essere imprese già in difficoltà al 31 dicembre 2019, ad eccezione delle microimprese e piccole imprese che rispettino il punto precedente e che non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio o la ristrutturazione;
       
    • e non essere destinatari di sanzioni interdittive;
       
    • non essere soggetti che si trovano in altre condizioni previste dalla legge come causa di incapacità a beneficiare di agevolazioni finanziarie pubbliche o comunque a ciò ostative.

 

Importo del contributo

Le risorse stanziate sono ripartite in egual misura tra tutti i soggetti che hanno validamente presentato l’istanza fino all’importo di 10.000 euro ciascuno e le eventuali risorse rimanenti saranno ripartite tra tutti i soggetti beneficiari a seconda del numero di lavoratori dipendenti di ciascuna impresa rispetto alla somma dei lavoratori dipendenti di tutte le imprese che hanno presentato richiesta e per le quali il contributo risulta spettante.

L'erogazione del contributo è effettuata mediante accredito sul conto corrente identificato dall’IBAN indicato nell’istanza e se l'importo spettante è superiore a 150.000 euro dovrà essere trasmessa all’Agenzia delle Entrate l’autocertificazione di regolarità antimafia.

Nota: devono essere considerati i lavoratori con contratto di lavoro dipendente a tempo determinato e indeterminato, come risultanti dall’ultima dichiarazione retributiva e contributiva del beneficiario alla data del 31 dicembre 2019.

La comunicazione del riconoscimento del contributo avverrà all’interno del portale “Fatture e Corrispettivi” – sezione “Contributo a fondo perduto – Consultazione esito”, accessibile dal soggetto richiedente ovvero da un suo intermediario delegato al servizio del “Cassetto fiscale” o da un soggetto delegato al servizio di "Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici" del portale “Fatture e Corrispettivi”.

Il modello di autocertificazione di regolarità antimafia sarà pubblicato successivamente sul sito internet dell’Agenzia delle entrate e dovrà essere firmato digitalmente dal soggetto richiedente e inviato esclusivamente tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) all’indirizzo cop.Cagliari@pce.agenziaentrate.it entro il 15 luglio 2022.

Il riconoscimento del contributo avviene ai sensi e nel rispetto delle condizioni previste dalla Sezione 3.1 della Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19” e successive modificazioni e nei limiti della capienza residua del massimale di aiuto che si applica al beneficiario rispetto agli aiuti già ricevuti.

 

La gestione e l'invio delle domande

L'invio delle domande di accesso al contributo avverrà esclusivamente in via telematica direttamente dal soggetto richiedente ovvero da un intermediario delegato alla consultazione del Cassetto fiscale o al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche del portale “Fatture e Corrispettivi” (il richiedente può conferire una specifica delega ad altro soggetto).

Nota: si rammenta che è possibile inviare le domande a far data dal 6 giugno 2022 e fino alla data ultima del 20 giugno 2022 e che in caso di errore, sempre entro tali termini, è possibile presentare una nuova istanza con dati corretti, che sostituisce integralmente l’istanza precedentemente trasmessa.

A seguito della presentazione dell’istanza è rilasciata una prima ricevuta che ne attesta la presa in carico, ai fini della successiva elaborazione, ovvero lo scarto a seguito dei controlli formali (in presenza di istanza inviata da un intermediario l’Agenzia delle Entrate trasmette al richiedente che lo ha delegato una comunicazione contenente l’informazione che è stata trasmessa una istanza o una rinuncia tramite messaggio di posta elettronica certificata all’indirizzo presente nell’Indice Nazionale degli indirizzi PEC delle imprese e dei professionisti (INI-PEC) istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico).

L'accoglimento dell'istanza è messa a disposizione del richiedente nella sezione “Contributo a fondo perduto - Consultazione esito” del portale “Fatture e Corrispettivi” e si rammenta che l’Agenzia delle Entrate, in presenza di irregolarità, procede alle attività di recupero del contributo non spettante (l’Agenzia delle Entrate trasmette alla Guardia di Finanza i dati contenuti nelle istanze e al Ministero dell’Interno gli elementi informativi in relazione ai controlli antimafia).


Fonti:

Decreto del MISE, di concerto con il MEF del 23 dicembre 2021

Provvedimento dell'Agenzia Entrate del 3 maggio 2022

 

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A cura di Celeste Vivenzi

Giovedì 26 maggio 2022