Esterometro: invio dati entro il 20 agosto e novità per il 2022

di Claudio Sabbatini

Pubblicato il 13 agosto 2021



Il prossimo 20 agosto scade anche il termine per l'invio dell'esterometro: dati relativi al secondo trimestre 2021.
Ricordiamo che siamo in fase di transizione e che dal 2022 i dati delle fatture andranno trasmessi mensilmente attraverso il Sistema di Interscambio (SdI).
Proponiamo di seguito una guida all'adempimento.

esterometro invio dati 2021Poiché l’obbligo generalizzato della fatturazione elettronica (articolo 1, comma 3, Dlgs 127/2015) riguarda le sole operazioni effettuate tra soggetti stabiliti o residenti in Italia (sono fatti salvi i casi di esonero soggettivo, come le fatture emesse da soggetti in regime forfettario, ed oggettivo, come le fatture emesse per prestazioni sanitarie rese alle persone), le operazioni con soggetti esteri (attive o passive) non vengono “intercettate” dall’Agenzia delle Entrate, in quanto i relativi documenti non vengono veicolati per il tramite del Sistema di Interscambio (SdI).

Al sistema di mappatura delle fatture che transitano per il SdI sfuggono le fatture emesse verso soggetti esteri e quelle ricevute dagli stessi.

Questo impedisce all’amministrazione finanziaria, tra l’altro, la possibilità di fornire ai contribuenti la dichiarazione Iva precompilata (articolo 4, Dlgs 127/2015). 

 

A questo proposito ricordiamo che con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 8 luglio 2021, n. 183994 sono stati definiti in via sperimentale criteri e modalità di predisposizione delle bozze dei registri Iva, delle liquidazioni periodiche e della dichiarazione annuale Iva.

Per gli anni d'imposta 2021 e 2022, i primi destinatari sono i soggetti passivi Iva residenti e stabiliti in Italia che effettuano la liquidazione trimestrale Iva per opzione, ad esclusione dei soggetti che operano in particolari settori di attività o per i quali sono previsti regimi speciali ai fini Iva (editoria, vendita di beni usati, agenzie di viaggio).

Per il terzo trimestre 2021 (luglio - settembre), l'accesso ai registri Iva sarà consentito dal prossimo 13 settembre al 30 ottobre 2021 e l'operatore potrà visualizzare, modificare o integrare le bozze del terzo trimestre.

 

Per avere i dati necessari ai fini del controllo degli scambi di beni e servizi – effettuati tra soggetti stabiliti e residenti in Italia e quelli effettuati con soggetti esteri – è previsto l’obbligo di comunicare di dati di talune operazioni con l’estero (cd. esterometro).

Di fatto questo adempimento è un “di cui” del precedente spesometro (che includeva la comunicazione anche di operazioni tra soggetti nazionali).

 

Esterometro: chi deve effettuarlo

L’obbligo di comunicare i dati delle operazioni con l’estero ricade sui medesimi soggetti obbligati alla fatturazione elettronica.

Si ricorda che, nelle more dell’individuazione di specifiche modalità di fatturazione elettronica per i soggetti che effettuano prestazioni sanitarie nei confronti delle persone fisiche, è esteso all’anno 2021 la disciplina transitoria prevista per i soggetti che inviano i dati al Sistema Tessera Sanitaria ai fini dell’elaborazione della dichiarazione precompilata.

Per tali operazioni, pertanto, anche nell’anno 2021, la fattura è emessa in formato cartaceo o elettronico ma senza che transiti presso il SdI (circolare 14/E/2019).

Si ricorda che, nel caso in cui la fattura, relativa ad una prestazione sanitaria svolta direttamente nei confronti della persona fisica, sia emessa in formato elettronico mediante il SdI, al committente soggetto passivo (es. il datore di lavoro per prestazioni di natura sanitaria rese nei confronti di un dipendente), che si fa carico del pagamento, il rispetto della normativa sulla privacy esige che nella fattura non sia indicato il nome del paziente o gli altri elementi che consentano di associare in modo diretto la prestazione resa ad una determinata persona fisica identificabile (si veda, da ultimo, la risposta ad interpello 307/2019).

Pertanto, sono esclusi dall’obbligo i soggetti esonerati dalla fattura elettronica (forfettari, regime di vantaggio, ecc. (C.m. 17 giugno 2019, n. 14/E).

 

Soggetti esonerati dall'esterometro

Soggetto passivo
Condizioni

 Contribuenti minimi / forfetari

 

 Produttori agricoli in regime di esonero di cui all’articolo 34, comma 6, Dpr 633/1972

 

 Società / associazioni / enti che applicano il regime forfetario ai sensi della legge 398/1991

Qualora nel periodo d'imposta precedente abbiano conseguito proventi commerciali non superiori a 65.000 euro

 

Sono altresì esonerati dalla compilazione dello spesometro (i.e., trasmissione dei dati) i soggetti che inviano tramite il SdI le fatture cartacee emesse verso soggetti esteri e da queste ricevute (articolo 9, provvedimento agenzia delle Entrate 30 aprile 2018, n. 89757).

Quindi la fattura viene trasmessa allo SdI al solo scopo di sostituire l’esterometro, senza valenza di documento fiscale.

Rimane infatti l’obbligo di rilasciare al cliente estero la fattura in formato tradizionale.

 

Così la fattura elettronica "estera"

Nei rapporti con i soggetti esteri non è possibile emettere una fattura elettronica tramite il SdI (in quanto quest’ultimo non sarebbe in grado di recapitarla, e il cliente non potrebbe riceverla). Pertanto, in tal caso la fattura deve seguire ancora le modalità tradizionali di trasmissione (tramite posta, email, ecc.).

Ciò non impedisce al soggetto passivo Iva nazionale di trasmettere la fattura (emessa o ricevuta) tramite il SdI.

Si prenda il caso di una fattura analogica (cartacea) emessa da un soggetto residente o stabilito in Italia verso un soggetto estero: la stessa viene inviata al cliente estero con i canali tradizionali (es. tramite email) e poi viene “inviata” tramite il SdI.

La fattura cartacea trasmessa al SdI diviene analoga (come procedimento, ma non nella sostanza) ad una fattura elettronica: la trasmissione al SdI serve solo per trasmettere i dati (non la fattura) al fine di evitare di dover compilare l’esterometro.

Circa la modalità di emissione ricordiamo che la fattura emessa nei confronti del soggetto estero va compilata inserendo nel campo “CodiceDestinatario” il codice convenzionale “XXXXXXX” o, se questi dispone di partita Iva o codice fiscale italiano il codice “0000000”.

Potrebbe essere il caso dei soggetti residente a Livigno o a Campione d’Italia (territori che, ai sensi dell’articolo 7, Dpr 633/1972, non rientrano nel territorio dello Stato italiano).

Le operazioni con soggetti residenti / stabiliti in tali Comuni si considerano quindi operazioni transfrontaliere per le quali va trasmesso lo spesometro estero.

Tuttavia, poiché tali soggetti sono identificati con un codice fiscale, l'operatore Iva residente / stabilito in Italia potrà predisporre e inviare la fattura elettronica al SdI indicando il codice destinatario "0000000", fornendo una copia (elettronica o analogica) al cliente di Livigno o di Campione d'Italia; in tal modo non sarà necessario inviare i dati di tali fatture con lo spesometro estero.

Con riguardo alle fatture passive si veda quanto indicato nelle note alla tabella presente al sottotitolo “Contenuto”.

 

Esterometro: le operazioni da comunicare... e quelle da non comunicare

L’obbligo di comunicazione dei dati (cd. esterometro o spesometro estero) riguarda le operazioni attive (effettuate da soggetti passivi Iva residenti o stabiliti in Italia verso soggetti esteri) e passive (effettuate da soggetti esteri verso soggetti passivi residenti o stabiliti in Italia).

Sapendo che l’identificazione in Italia (ossia, l’ottenimento di una partita Iva in Italia) – direttamente o tramite un rappresentante fiscale (rispettivamente ai sensi degli articoli 17, comma 3 e 35-ter, Dpr 633/1972) - da parte di un soggetto non residente/non stabilito in Italia non rende il soggetto estero “stabilito” in Italia, ma meramente identificato.

Come più volte chiarito dall’Agenzia delle Entrate, anche se il cedente fosse identificato ai fini Iva in Italia, l’identificazione diretta o la nomina di un rappresentante fiscale “non fanno venire meno la qualifica di “non residente” del fornitore” (risposta a interpello 24 gennaio 2020, n. 11; risposta a interpello 26 febbraio 2019, n. 67; circolare 18 marzo 2010, n. 14/E; circolare 21 giugno 2010, n. 36/E, quesito n. 31; risoluzione 20 febbraio 2015, n. 21/E).

Nella tabella che segue prendiamo in considerazione alcune cessioni di beni (operazioni attive) al fine di individuare se esse vanno o meno indicate nell’esterometro.

 

Cedente

Cessionario

Spostamento fisico dei beni

Indicazione in esterometro

Residente in Italia (IT)

Residente in altro Paese Ue (UE)

Da IT a IT

Da IT a UE

Residente in altro Paese Ue (UE) ma identificato direttamente o con rappresentante fiscale in IT

Da IT a IT

Da IT a UE

Stabile organizzazione in Italia di un soggetto residente in altro Paese Ue

Da IT a IT

No, qualora la stabile organizzazione intervenga nell’operazione. In tal casso essa rende il soggetto estero stabilito in Italia (articolo 192-bis, Direttiva 2006/112/Ce)

Da IT a UE

 

Contenuto dell'esterometro

In linea di principio, tramite l’esterometro vanno trasmesse tutte le operazioni anche se non territorialmente rilevanti, con tutte le controparti non residenti, soggetti passivi o meno.

Infatti, nella risposta ad interpello 27 marzo 2019, n. 85 si legge che la comunicazione dei dati “riguarda tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, senza ulteriori limitazioni".

Quindi, ad esempio, non rileva che il soggetto estero sia un soggetto passivo Iva ovvero un privato consumatore, come pure non rileva il fatto che l'operazione sia o meno territorialmente rilevante ai fini Iva in Italia.

Sono previste alcune esclusioni, meglio sintetizzate nella tabella che segue.

 

Dati da inserire
Dati esclusi

Cessioni di beni e prestazioni di servizi verso soggetti non residenti e non stabiliti in Italia

Cessioni di beni e i servizi per i quali si opta per emettere fattura elettronica (*)

Acquisti di beni e prestazioni di servizi presso soggetti non residenti e non stabiliti in Italia

Acquisti presso fornitori esteri per i quali viene emessa fattura elettronica tramite SdI (*) utilizzando un tipo documento specifico in relazione alla tipologia di acquisto effettuato (**)

 

Operazioni documentate da dichiarazione doganale (importazioni e cessioni all’esportazione) (***)

 

Vendite a viaggiatori extra Ue (tax free), in quanto già tracciate sulla piattaforma Otello 2.0 (****)

 

Operazioni per le quali è stata, comunque, emessa fattura elettronica 

(*) Nel senso espresso nel periodo conclusivo del sottotitolo precedente, ossia: non si tratta di una vera e propria fattura elettronica, ma di una trasmissione di dati delle fatture tramite il SdI.

(**) Integrazione o autofattura con codice TD17, TD18, TD19 (rispettivamente: acquisti di servizi dall'estero, acquisti di beni intra-Ue, acquisti di beni già presenti in Italia) compilando i campi del fornitore con i dati del fornitore estero. Si vedano le Specifiche tecniche della fatturazione elettronica.

(***) Sono escluse anche le cessioni in triangolazione nazionale (articolo 8, comma 1, lettera a), Dpr 633/1972), in quanto – trattandosi di cessione a soggetto stabilito o residente in Italia (il promotore della triangolazione) – vige l’obbligo della fatturazione elettronica.

(****) Ai sensi dell’articolo 38-quater, Dpr 633/1972 (risposta di consulenza giuridica 7 febbraio 2019, n. 8).

 

Nonostante la presentazione dell’esterometro (e l’apparente duplicazione delle informazioni rese) resta fermo l’obbligo della presentazione del modello Intrastat.

La comunicazione - da fornire secondo le specifiche tecniche definite dall'agenzia delle Entrate, deve avere il seguente contenuto:

  • dati identificativi del fornitore e dell’acquirente;
  • data e numero del documento;
  • tipo documento;

 

Tipo documento da indicare nell’esterometro:

Codice
Descrizione
Flusso

TD01

Fattura

FE/Esterometro

TD04

Nota di credito

FE/Esterometro

TD05

Nota di debito

FE/Esterometro

TD10

Fattura di acquisto intracomunitario beni

Esterometro

TD11

Fattura di acquisto intracomunitario servizi

Esterometro

TD12

Documento riepilogativo (articolo 6, Dpr 695/1996)

Esterometro

 

  • data di registrazione (per i soli documenti ricevuti, incluse le relative note di variazione);
     
  • base imponibile, aliquota e imposta (o in mancanza, natura dell’operazione con gli appositi codici).
    Ad esempio, in caso di acquisto di servizi non imponibili ai sensi dell’articolo 9, Dpr 633/1972 va indicato il codice Natura N3.4.

 

Codici natura:

Codice
Descrizione

N2.1

operazioni non soggette a Iva (articoli da 7 a 7-octies, Dpr 633/1972)

N2.2

operazioni non soggette per altre casistiche

N3.1

operazioni non imponibili, per esportazioni

N3.2

operazioni non imponibili, per cessioni intracomunitarie

N3.3

operazioni non imponibili, per cessioni verso San Marino

N3.4

operazioni non imponibili, operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione

N3.5

operazioni non imponibili a seguito di dichiarazioni d’intento

N3.6

operazioni non imponibili riferite alle altre operazioni che non concorrono al plafond

 

Calendario dell’adempimento per l'anno 2021

L’esterometro va presentato telematicamente entro l'ultimo giorno del mese successivo a ciascun trimestre (articolo 16, comma 1-bis, Dl 124/2019). Prima delle modifiche apportate al Dlgs 127/2015 da questa norma, la trasmissione era fatta con periodicità mensile.

Ai fini di individuare il trimestre di riferimento, occorre avere riguardo:

  • alla data del documento emesso per le fatture emesse;
     
  • alla data di ricezione del documento (cioè data di registrazione dell’operazione ai fini della liquidazione dell’Iva) per le fatture ricevute.

 

Calendario 2021 dell’esterometro:

Anno 2021
Contenuto

(dati delle fatture relative ai mesi di)

Termine di invio

I trimestre

gennaio - febbraio - marzo

30 aprile 2021

II trimestre

aprile - maggio - giugno

31 luglio 2021 (*)

III trimestre

luglio - agosto - settembre

31 ottobre 2021 (**)

IV trimestre

ottobre - novembre - dicembre

31 gennaio 2022

(*) Termine cadente di sabato e rinviato al primo giorno lavorativo successivo (2 agosto 2021). Cadendo nei primi giorni di agosto, il termine è rinviato al 20 agosto 2021.

(**) Termine cadente di sabato e rinviato al primo giorno lavorativo successivo (2 novembre 2021).

 

L’esterometro dal 2022

A partire dalle operazioni effettuate dal 1° gennaio 2022 la comunicazione trimestrale è abrogata e sostituita dall'obbligo di trasmissione dei dati tramite SdI (articolo 1, comma 1103, legge 178/2020).

In pratica, mentre fino al 2021 era facoltà trasmettere i dati tramite il SdI (cd. fatture elettroniche emesse e fatture integrate/autofatture per acquisti) al fine di evitare l’esterometro, dal 2022 sarà obbligatorio trasmettere i dati tramite il SdI.

Pertanto, più che di vera e propria abolizione dell'adempimento, sembrerebbe più corretto parlare di una diversa modalità di effettuazione dello stesso, vincolato all'emissione di documenti in formato xml. trasmessi via SdI, sia per le operazioni attive che per quelle passive.

Come evidenziato nella Relazione illustrativa al disegno di legge della legge di bilancio 2021 tale modifica è finalizzata a semplificare gli adempimenti dei soggetti passivi Iva:

  • prevedendo l'utilizzo di un unico canale di trasmissione (SdI) sia per le fatture elettroniche che per i dati delle operazioni con l'estero, eliminando così l'invio dell'apposita comunicazione con riferimento a queste ultime;
     
  • allineando le tempistiche di trasmissione dei dati delle operazioni con l'estero alle annotazioni da effettuare per le medesime operazioni sui documenti contabili e fiscali;
     
  • consentendo all'agenzia delle Entrate di elaborare in modo più completo le bozze dei registri Iva e delle LIPE, nonché della dichiarazione annuale Iva, come previsto dall'articolo 4, Dlgs 127/2015.
L'invio dovrà essere effettuato entro i seguenti termini:
  • entro i termini di emissione delle fatture/documenti che ne certificano i corrispettivi (in linea generale 12 giorni dalla data di effettuazione dell'operazione) con riferimento alle cessioni effettuate/prestazioni rese;
     
  • entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello di ricevimento del documento comprovante l'operazione (per le operazioni con soggetti Ue) o di effettuazione dell'operazione (per le operazioni con soggetti extra-Ue), con riferimento agli acquisti effettuati/prestazioni ricevute.

 

Sanzioni

Alle violazioni relative alla compilazione dell’esterometro (omessa / errata trasmissione dei dati) si applicano le sanzioni previste dall’articolo 11, comma 2-quater, Dlgs 471/1997 (C.m. 17 giugno 2019, n. 14/E).

 

Quadro sanzionatorio:

 

Esterometro 2021
Esterometro 2022

Sanzione per fattura

2 euro

2 euro

Limite massimo

1.000 euro per ciascun trimestre

400 euro per ciascun trimestre

Riduzione

Si applica la riduzione della sanzione a metà (1 euro nel limite di 500 euro) se la trasmissione avviene entro 15 giorni dalla scadenza ovvero se, entro lo stesso termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati

Si applica la riduzione della sanzione a metà (1 euro nel limite di 200 euro) se la trasmissione avviene entro 15 giorni dalla scadenza ovvero se, entro lo stesso termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati

Ravvedimento operoso

Ammesso (*)

Ammesso (*)

(*) Cfr. Rm 28 luglio 2017, n. 104/E in tema di spesometro.

 

Traendo spunto dall’esempio proposto nella Cm 14/E/2019, paragrafo 4.2), nel caso di omesso/errato invio dei dati di 1.100 fatture relative all’anno 2021, di cui 600 relative al primo trimestre e 500 relative al secondo trimestre, si determinerà:

Sanzione applicabile per il I trimestre

2 x 600 = 1.200 euro, ridotti a 1.000 euro

Sanzione applicabile per il II trimestre

2 x 500 = 1.000 euro

 

Nello stesso senso, ipotizzando l’omesso/errato invio dei dati di 1.100 fatture, di cui 800 relative al primo trimestre e 300 relative al secondo trimestre, si determinerà:

Sanzione applicabile per il I trimestre

2 x 800 = 1.600 euro, ridotti a 1.000 euro

Sanzione applicabile per il II trimestre

2 x 300 = 600 euro

 

Per espressa previsione normativa non è applicabile l'istituto del cumulo giuridico di cui all'articolo 12, Dlgs 472/1997.

È agevole notare che il regime sanzionatorio per l’esterometro non è quello della omesso o errata fatturazione (Articolo 6, Dlgs 471/1997), in considerazione del fatto che l’Italia, a seguito dell’autorizzazione “ad accettare come fatture documenti o messaggi solo in formato elettronico se sono emessi da soggetti passivi stabiliti sul territorio italiano” (Decisione Ue 16 aprile 2018, n. 2018/593/Ue), non può sostituire l’esterometro con l’obbligo di emissione della fattura elettronica per le operazioni con soggetti  non stabiliti in Italia.

 

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A cura di Claudio Sabbatini

Lunedì 9 agosto 2021