Fondi pensione: accantonamenti di quiescenza e previdenza

di Paolo Parisi

Pubblicato il 7 luglio 2021

La previdenza complementare sta assumendo un ruolo sempre più importante nella pianificazione pensionistica degli italiani. In questo articolo trattiamo il trattamento contabile e fiscale per i datori di lavoro degli accantonamenti a fondi di quiescenza e previdenza

accantonamenti quiescenza e previdenzaPer le quote di TFR e di similari indennità, per la parte maturata nell’esercizio, si può procedere ad accantonamenti in appositi fondi pensione, in conformità alle regole che disciplinano i rapporti contrattuali a cui esse sono riferite e si distinguono tra:

  1. i fondi pensione in aggiunta al trattamento previdenziale previsto per legge per il personale dipendente; 
     
  2. i fondi pensione integrativa a favore del personale dipendente in ottemperanza ad accordi aziendali, interaziendali o collettivi; 
     
  3. il fondo indennità per la cessazione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa; 
     
  4. i fondi indennità per la cessazione dei rapporti di agenzia; 
     
  5. i fondi indennità suppletiva di clientela. 

Gli accantonamenti ai fondi di quiescenza e previdenza sono deducibili dal reddito d’impresa dai datori di lavoro, committenti e preponenti rapporti di agenzia, indipendentemente dal regime contabile che viene adottato: i fondi possono essere oggetto di maggiori accantonamenti in relazione a mutate condizioni normative e/o retributive.

In tal caso, la deducibilità può avvenire nell’esercizio in cui la modifica si è manifestata oppure per quote costanti in detto esercizio e nei due successivi.

L’accantonamento e l’adeguamento devono essere effettuati per competenza nell’esercizio in cui sono maturate le quote e i relativi adeguamenti.

 

Fondi di quiescenza e previdenza: inquadramento civilistico-contabile

L’accantonamento per quiescenza e previdenza deve essere appostato:

nel conto economico alla voce “B 9 d) Trattamento di quiescenza e simili” (alla voce B.7, gli altri accantonamenti relativi a trattamenti di fine rapporto, diversi da quelli di lavoro subordinato);

  • nello Stato Patrimoniale alla voce B) Fondi per rischi e oneri: 1) per trattamento di quiescenza e obblighi simili. 

Nella voce “Fondi per trattamento di quiescenza e simili” devono essere iscritti quei fondi assimilabili al TFR (ma non il fondo TFR che invece deve essere iscritto nella specifica voce C del passivo patrimoniale) normalmente accantonati in ossequio alle disposizioni dei contratti collettivi di lavoro o di contratti aziendali.