Il prospetto degli aiuti di Stato e le complicazioni per i contributi a fondo perduto

di Vito Dulcamare Giuseppe Dulcamare

Pubblicato il 7 maggio 2021

Il modello di dichiarazione dei redditi 2021 diventa sempre più complicato nonostante le continue affermazioni sulla semplificazione degli adempimenti e, a volte, le richieste appaiono anche non del tutto conformi alla legge o, comunque, inspiegabili, come nel caso dell’obbligo di indicare nel prospetto degli “Aiuti di Stato” i contributi a fondo perduto erogati nel 2020 dall’Agenzia delle entrate, dei quali l’Agenzia conosce già tutto.

Prospetto degli aiuti di Stato: le istruzioni al quadro RU

aiuti di stato fondo perdutoUn recente intervento dell’ANC (Associazione Nazionale Commercialisti)[1] ha evidenziato la gran mole di dati richiesti (ben 64 pagine di istruzioni e oltre 100 codici tributo) per la compilazione del quadro RU della dichiarazione dei redditi, rilevando come moltissimi dati richiesti sono già in possesso, per il tramite dei modelli F24, dell’Amministrazione Finanziaria.

Peraltro, almeno una delle indicazioni riportate dalle istruzioni, è “a futura memoria”, dovendosi applicare solo nell’eventualità che venga approvato un apposito provvedimento entro il termine di trasmissione della dichiarazione dei redditi.

Ci si riferisce al credito d’imposta, di cui all’art. 48-bis del decreto legge n. 34/2020 (decreto Rilancio), pari al 30% del valore delle rimanenze finali di magazzino dell’anno 2020 eccedente la media del medesimo valore registrato nei tre periodi d’imposta precedenti, spettante a favore delle imprese produttrici che operano nell’industria del tessile, della moda e degli accessori (calzature e pelletteria).

In particolare, il comma 4 del citato art. 48-bis prevede espressamente che con decreto del MISE, di concerto con il MEF, devono essere stabiliti sia i criteri per la corretta individuazione dei settori economici in cui operano i soggetti beneficiari del credito d’imposta, sia le modalità e i criteri di attuazione del presente articolo, anche al fine del rispetto del limite di spesa previsto dal TF.

In mancanza del decreto del MISE, le istruzioni per la compilazione del quadro RU specificano che la sezione relativa al codice credito 15 (Rimanenze di magazzino) “può esser compilata sempre che la misura agevolativa abbia avuto attuazione entro il termine di presentazione della presente dichiarazione.

Il che conferma l’estrema incertezza che caratterizza la redazione del bilancio dell’esercizio 2020 dei potenziali beneficiari, ignari - al momento - sulle concrete possibilità di accedere all’agevolazione in questione e consapevoli degli inconvenienti che sorgeranno se la regolamentazione del bonus venga resa nota dopo la redazione e approvazione del bilancio 2020.

 

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