Stralcio delle vecchie cartelle: spartiacque al 23 marzo 2021

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 6 aprile 2021



L’annullamento automatico dei debiti di importo residuo, al 23 marzo 2021, non superiore a 5mila euro affidati all’agente della riscossione tra il 2000 e il 2010, riguarda i soli soggetti con reddito imponibile 2019 non superiore a 30mila euro.

cartelle esattorialiL’annullamento automatico dei debiti di importo residuo, alla data di entrata in vigore del decreto “Sostegni” (23 marzo 2021), non superiore a 5mila euro (comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni), risultanti dai carichi affidati all’agente della riscossione tra il 2000 e il 2010, riguarda i soli soggetti, persone fisiche e non, con reddito imponibile 2019 non superiore a 30mila euro.

A disciplinare la nuova procedura di stralcio delle vecchie cartelle è l’articolo 4, commi da 4 a 9, del Decreto Legge n. 41/2021.

La concreta attuazione della norma è demandata a un decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze, che dovrà essere emanato entro trenta giorni dalla data di conversione in legge del decreto “Sostegni” e con il quale saranno definite le modalità e le date dell’annullamento dei debiti, del relativo discarico e della conseguente eliminazione dalle scritture patrimoniali degli enti creditori.

 

Debiti cancellati con lo stralcio delle vecchie cartelle

L’annullamento riguarda i debiti che presentano contemporaneamente queste caratteristiche:
- al 23 marzo 2021, data di entrata in vigore del DL 41/2021, hanno un importo residuo di 5mila euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni (nel computo non vanno considerati gli interessi di mora e l’aggio di riscossione), quindi anche ruoli originariamente più consistenti, rientrati sotto soglia in seguito, ad es., a un provvedimento di autotutela o al pagamento di alcune rate risultano dai singoli carichi affidati tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2010 da qualunque ente creditore, pubblico e privato, che sia ricorso all’utilizzo del sistema di riscossione a mezzo ruolo (non anche le somme pretese tramite ingiunzione fiscale, notificata in proprio dagli enti territoriali – comuni, province, regioni – o attraverso un concessionario locale).

Rileva, quindi, non la data di notifica della cartella al debitore, ma quella, antecedente, di consegna del ruolo all’agente della riscossione da parte dell’ente creditore.

Sono ricompresi nello stralcio delle vecchie cartelle anche i debiti eventualmente presenti nei piani di pagamento relativi alle precedenti definizioni agevolate “rottamazione-ter” dei ruoli (articolo 3, DL n. 119/2018 e articolo 16-bis, DL n. 34/2020) e “saldo e stralcio” degli omessi versamenti (articolo 1, comma 184 e seguenti, legge n. 145/2018).

Non possono, invece, rientrare nell’annullamento automatico:

  • le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato considerati illegittimi dall’Unione europea;
     
  • i debiti derivanti da condanne pronunciate dalla Corte dei conti;
     
  • le multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;
     
  • le risorse proprie tradizionali dell’Unione europea (fondamentalmente, i dazi doganali applicati alle importazioni provenienti dall’esterno dell’Ue e le imposte sulla produzione di zucchero all’interno dell’Ue) l’imposta sul valore aggiunto riscossa all’importazione.

 

Platea dei beneficiari circoscritta

L’annullamento automatico dei debiti fino a 5mila euro - stralcio delle vecchie cartelle - non avverrà in maniera generalizzata, ma è rivolto a una platea circoscritta di soggetti.

Ne potranno fruire soltanto:

  • le persone fisiche che, nel 2019, hanno conseguito un reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi non superiore a 30mila;
     
  • i soggetti diversi dalle persone fisiche che, nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019, hanno conseguito un reddito imponibile fino a 30mila euro.

 

Attesa del decreto ministeriale

Entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto “Sostegni” (23 marzo 2021), il ministro dell’Economia e delle Finanze trasmetterà al Parlamento una relazione con i criteri individuati per modificare il meccanismo di controllo e di discarico dei crediti non riscossi.

Lo evidenzia l’Agenzia delle entrate, sul notiziario telematico dell'1 aprile 2021

 

6 Aprile 2021

 

Vincenzo D'Andò

Informazioni estrapolate dal Diario Quotidiano di CommercialistaTelematico