Distribuzione utili: dal bilancio al reddito d’impresa

di Paolo Parisi

Pubblicato il 24 febbraio 2021



I dividendi rappresentano gli utili derivanti dal possesso di un titolo partecipativo (quote o azioni) in società di capitali, enti non commerciali residenti e società ed enti non residenti e sono da considerare tali anche gli utili distribuiti nell’ambito del recesso e dell’esclusione del socio, della riduzione del capitale esuberante e della liquidazione, anche concorsuale della società.
In questo contributo ne esaminiamo limiti e criteri di tassazione.

Distribuzione degli utili e il Codice civile

distribuzione utili bilancio reddito impresaLa distribuzione degli utili, di riserve di utili, di riserve di capitali o di riserve in sospensione d’imposta e del relativo ammontare è deliberata dall’assemblea dei soci ed è sottoposta ad una serie di limitazioni e vincoli, sia di carattere civile che fiscale.

Al fine di tutelare il patrimonio societario e garantire i creditori della società e tutti gli interessati coinvolti, sono state poste infatti, le seguenti limitazioni:

  • non possono essere pagati dividendi sulle azioni, se non per utili realmente conseguiti e risultanti dal bilancio regolarmente approvato;
     
  • se si verifica una perdita del capitale sociale, non può farsi luogo a ripartizione di utili fino a che il capitale non sia reintegrato o ridotto in misura corrispondente.
Inoltre non si può dar luogo alla ripartizione degli utili se:
  • nell’attivo dello Stato Patrimoniale della società sono iscritti immobilizzazioni immateriali, quali i costi di impianto e di ampliamento o i costi di ricerca e sviluppo non coperti da riserve disponibili;
     
  • in presenza di perdite rinviate da precedenti esercizi, la società ha in circolazione obbligazioni il cui ammontare eccede il doppio della somma del capitale sociale, della riserva legale e delle altre riserve disponibili ai fini della copertura delle perdite;
     
  • alla formazione dell’utile hanno concorso plusvalori iscritti a Conto economico su “partecipazioni valutate secondo il metodo del patrimonio netto”;
     
  • qualora la società ha emesso prestiti obbligazionari che siano maggiori al 200% del capitale sociale, della riserva legale e delle altre riserve disponibili ai fini della copertura delle perdite.

 

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Limiti alla distribuzione di utili

Per quanto concerne i limiti alla distribuzione delle riserve, per il Codice Civile la distribuzione delle riserve, sia di utili che di capitali o delle altre riserve, è deliberata dall’assemblea dei soci, la quale può liberamente porre dei limiti alla distribuzione e ha facoltà di scegliere quale riserva distribuire per prima.

La società deve comunque attenersi all’OIC 28 che precisa quando le riserve sono distribuibili o non distribuibili, sicchè occorre verificare:

  • la destinazione a riserva legale nella misura del 5% degli utili netti annuali fino al raggiungimento del 20% del capitale sociale;
     
  • che lo Statuto sociale non preveda eventuali vincoli di destinazione dell’utile di esercizio sempre che non siano lesive del diritto alla percezione di utili da parte dei soci;

  • l’esistenza per di categorie di azioni che danno diritto a privilegi particolari nella dis