La chance della rivalutazione dei beni di impresa: modalità e beni interessati

E’ prevista una nuova chance per le imprese che intendono rivalutare i beni d’impresa; il decreto Agosto introduce una versione della rivalutazione di grande appeal (beni materiali e immateriali) per il solo anno 2020. Si tratta di una interessantissima operazione soprattutto alla luce della sostanziosa riduzione dei costi fiscali rispetto alle precedenti versioni.

La rivalutazione dei beni di impresa nel DL Agosto

rivalutazione beni impresa modalità e beni interessatiIl decreto Agosto all’art. 110, del decreto legge 14 agosto 2020, n. 104, prevede la riapertura dei termini per effettuare la rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni, da parte dei soggetti IRES di cui all’ art. 73, comma 1, lett. a) e b), del DPR 917/86, cd. TUIR, non Ias adopter ai sensi della Sezione II, del capo I, della L. 21 novembre 2000, n. 342.

Il decreto Agosto consente alle imprese assoggettate a IRES che non adottano i principi contabili internazionali nella redazione del bilancio di rivalutare i beni d’impresa e le partecipazioni risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2019, anche in deroga alle disposizioni del Codice Civile e alle norme speciali, ad esclusione degli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività di impresa (cd. immobili merce), mediante il pagamento di una imposta sostitutiva.

Possono effettuare la rivalutazione tutti i soggetti titolari di reddito di impresa e precisamente:

  • le società per azioni, società in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata residenti nel territorio dello Stato;
     
  • le società cooperative e di mutua assicurazione, residenti nel territorio dello Stato;
     
  • società europee di cui al regolamento (CE) n. 2157/2001 e società cooperative europee di cui al regolamento (CE) n. 1435/2003, residenti nel territorio dello Stato;
  • le aziende speciali;
     
  • gli enti pubblici e privati diversi dalle società, nonché i trust, che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali e soggetti equiparati;
     
  • gli enti pubblici e privati diversi dalle società, nonché i trust, che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali, per i beni relativi all’attività commerciale esercitata;
     
  • le società di ogni tipo e gli enti non residenti, compresi i trust, nonché le persone fisiche non residenti, che esercitano attività commerciali nel territorio dello Stato mediante stabili organizzazioni.

Il comma 7, dell’art. 110, del decreto Agosto stabilisce l’applicabilità, in quanto compatibili, di norme adottate con riferimento a esercizi precedenti in materia di rivalutazione.

Si tratta degli artt. 11, 13, 14 e 15 della L. n. 342 del 2000 e dei relativi decreti attuativi (decreti del Ministro delle finanze n. 162 del 2001, e del Ministro dell’economia e delle finanze n. 86 del 2001), nonché dei co. 475, 477 e 478 dell’art. 1, della L. n. 311 del 2004 (legge Finanziaria 2005).

In particolare, il richiamo all’art. 15 della L. n. 342 prevede l’applicabilità delle norme sulla rivalutazione, per i beni relativi alle attività̀ commerciali esercitate, anche dalle:

  • imprese individuali;
  • società in nome collettivo;
  • società in accomandita semplice ed equiparate.

(Per ulteriori approfondimenti…“Legge di bilancio 2020: la rivalutazione dei beni d’impresa”)

 

Rivalutazione dei beni di impresa: i beni interessati

Possono formare oggetto di rivalutazione i beni d’impresa, con esclusione degli immobili alla cui produzione e al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa, nonché le partecipazioni in società controllate e collegate ai sensi dell’art. 2359 del codice civile, costituenti immobilizzazioni.

La rivalutazione dei beni di impresa è applicabile a:

  • immobilizzazioni materiali ammortizzabili e non ammortizzabili. Il riferimento è agli immobili, ai beni mobili iscritti in pubblici registri, agli impianti e i macchinari, alle attrezzature industriali e commerciali;
     
  • immobilizzazioni immateriali, costituite da beni consistenti in diritti giuridicamente tutelati.
    Tra questi rientrano, per esempio, i diritti di brevetto industriale e i diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno, i diritti di concessione, le licenze, i marchi, il know-how e altri diritti simili iscritti nell’attivo del bilancio ovvero, ancorché non più…
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