Sublocazione della stanza per l’attività professionale: bonus locazione ex decreto Rilancio è consentito

È legittimo il beneficio del credito d’imposta per locazione della stanza dell’avvocato sublocatario: il riferimento è al bonus, previsto dal Decreto Rilancio, che riguarda i contratti di locazione.

sublocazione stanza attività professionaleL’Agenzia delle entrate, con la risposta n. 356, del 15 settembre 2020, con una interpretazione estensiva della norma contenuta nel decreto Rilancio di cui al decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modifiche in legge 17 luglio 2020, n. 77, ha chiarito che il credito d’imposta sui canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo spetta anche in caso di sublocazione di una stanza compresa in un immobile, utilizzata per l’attività professionale di un avvocato e regolata dalla legge 392 del 1978.

 

Credito d’imposta per sublocazione di stanza per svolgimento di attività professionale: il caso di studio

Nel caso in esame un avvocato professionista rappresenta di condurre in sublocazione una stanza compresa in un immobile, adibita all’esercizio della propria attività e regolata, trattandosi di utilizzo del bene per finalità diversa da quella abitativa, dalla legge n. 392 del 1978.

Il contratto di sublocazione è stato registrato il 15 febbraio 2017.

L’avvocato evidenzia di aver subito nei mesi di aprile e maggio 2020, in conseguenza dell’emergenza da Covid-19, drastiche contrazioni dei redditi derivanti dalla propria attività professionale, che hanno comportato una riduzione in misura superiore al 50% rispetto ai corrispondenti mesi di aprile e maggio 2019.

Nell’istanza ai tecnici delle Entrate il contribuente chiede se possa accedere al credito d’imposta previsto dall’articolo 28, decreto legge n. 34 del 2020 (c.d. Decreto Rilancio).

 

Credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo

L’articolo 28 del decreto Rilancio, introduce un credito d’imposta per l’ammontare mensile del canone di locazione di immobili a uso non abitativo a favore di alcuni soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione.

Per le strutture alberghiere e agrituristiche, le agenzie di viaggio e turismo e i tour operator, il credito d’imposta spetta indipendentemente dal volume di affari registrato nel periodo d’imposta precedente.

In particolare è stabilito che al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto in esame, spetta un credito d’imposta nella misura del 60 per cento dell’ammontare mensile del canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo.

Il credito d’imposta spetta nella misura del 30 per cento dei relativi canoni in caso di contratti di servizi a prestazioni complesse (nei quali oltre alla messa a disposizione di vani ad uso ufficio viene fornita una ulteriore serie di servizi aggiuntivi) o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo.

Lo stesso credito di imposta spetta alle strutture alberghiere e agrituristiche, alle agenzie di viaggio e turismo e ai tour operator, indipendentemente dal volume di affari registrato nel periodo d’imposta precedente.

Al fine di ovviare alla distorsione iniziale del testo, il decreto di conversione dispone che anche alle imprese esercenti attività di commercio al dettaglio con ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro, nel periodo d’imposta precedente (2019) a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto, spetta il credito d’imposta stabilito rispettivamente nelle misura del 20 per cento (rispetto al 60 per cento) e del 10 per…

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