Decreto Agosto: la definizione degli avvisi bonari si ferma al 16 settembre

Le misure disposte dal Decreto Rilancio, convertito in L. 77/2020, vanno oggi lette unitamente alle norme appena introdotte dal c.d. Decreto Agosto.
Vediamo, quindi, in questo nostro intervento, dopo aver delineato il quadro normativo di riferimento, se le modifiche apportate dal D.L. n. 104/2020, incidono sui termini di versamento degli avvisi bonari.

decreto agosto avvisi bonari 16 settembreDefinizione degli avvisi bonari: quadro normativo ante Decreto Agosto

L’art. 36 bis del D.P.R. n. 600/1973 prevede che gli Uffici, sulla base dei dati e degli elementi direttamente desumibili dalle dichiarazioni, possano procedere entro l’inizio del periodo di presentazione delle dichiarazioni relative all’anno successivo ad effettuare una serie di operazioni, che investono meramente la liquidazione della dichiarazione.

Parimenti, l’art. 54-bis del D.P.R. n. 633/1972, prevede che, avvalendosi di procedure automatizzate, l’Amministrazione finanziaria possa procedere, entro l’inizio del periodo di presentazione delle dichiarazioni relative all’anno successivo, alla liquidazione dell’imposta dovuta in base alle dichiarazioni presentate dai contribuenti.

Sulla base dei dati e degli elementi direttamente desumibili dalle dichiarazioni presentate e di quelli in possesso dell’anagrafe tributaria, l’Amministrazione finanziaria provvede ad effettuare la relativa liquidazione.

In presenza di pericolo per la riscossione, l’Ufficio può provvedere anche prima della presentazione della dichiarazione annuale a controllare la tempestiva effettuazione dei versamenti delle imposte, dei contributi e dei premi dovuti a titolo di acconto e di saldo e delle ritenute alla fonte operate in qualità di sostituto d’imposta.

Quando dai controlli automatici eseguiti emerge un risultato diverso rispetto a quello indicato nella dichiarazione, ovvero dai controlli eseguiti dall’Ufficio emerge un’imposta o una maggiore imposta, l’esito della liquidazione è comunicato al contribuente o al sostituto d’imposta per evitare la reiterazione di errori e per consentire la regolarizzazione degli aspetti formali.

Se a seguito della comunicazione, il contribuente o il sostituto di imposta rilevi eventuali dati o elementi non considerati o valutati erroneamente nella liquidazione dei tributi, lo stesso può fornire i chiarimenti necessari all’Amministrazione finanziaria entro i trenta giorni successivi al ricevimento della comunicazione.

Ricordiamo che l’art. 6, comma 5, della L. n. 212/2000 prevede che:

prima di procedere alle iscrizioni a ruolo derivanti dalla liquidazione dei tributi risultanti dalle dichiarazioni, qualora sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione, l’amministrazione finanziaria deve invitare il contribuente, a mezzo del servizio postale o con mezzi telematici, a fornire chiarimenti o a produrre i documenti mancanti entro un termine congruo e comunque non inferiore a trenta giorni dalla ricezione della richiesta.

La disposizione si applica anche qualora, a seguito della liquidazione, emerga la spettanza di un minore rimborso di imposta rispetto a quello richiesto.

La disposizione non si applica nell’ipotesi di iscrizione a ruolo di tributi per i quali il contribuente non è tenuto ad effettuare il versamento diretto.

Sono nulli i provvedimenti emessi in violazione delle disposizioni di cui al presente comma”.

 

I termini di versamento per gli avvisi bonari

Il contribuente che riconosce la correttezza degli esiti del controllo può regolarizzare la propria posizione pagando, entro 30 giorni dal ricevimento della prima comunicazione o di quella definitiva emessa a seguito della eventuale rideterminazione delle somme a debito, unitamente alla sanzione ridotta a 1/3, l’imposta oggetto della rettifica e i relativi interessi.

Il termine di 30 giorni per il pagamento delle somme dovute a seguito dei controlli automatizzati e formali delle dichiarazioni e della liquidazione delle imposte sui redditi soggetti a tassazione separata è sospeso tra il 1° agosto e il 4 settembre di ogni anno[1].

Il legislatore – art.2-bis, del DL.n.203/2005, convertito in L. n. 248/2005 – ha altresì previsto che, a partire dalle dichiarazioni presentate dal 1 gennaio 2006, l’invito di cui all’art. 6, comma 5, della L. n. 212/2000, possa essere effettuato con mezzi telematici ai soggetti di cui all’art. 3, comma 3,…

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