Le anticipazioni bancarie nel concordato preventivo

Qual è il destino dei contratti di anticipazione bancaria nel concordato preventivo?
Si tratta di un tema complesso che ha evidenti riflessi pratici nella gestione della procedura concorsuale. In questo articolo analizziamo le principali decisioni della Cassazione sul tema.

Fallimento, crisi d'impresa, sovraindebitamentoLa sorte dei contratti bancari di anticipazione è un tema sempre attuale, per le procedure di concordato preventivo.

Si tratta di contratti con i quali un istituto di credito concede ad una impresa linee di credito autoliquidanti con annesso, di norma, patto di compensazione a favore della banca stessa. La banca anticipa così all’impresa gli importi dovuti dai suoi clienti (in toto o spesso in percentuale ridotta) e alla scadenza, al momento del pagamento da parte del cliente alla banca, questa recupera quanto anticipato.

 La annosa questione riguarda il fatto se la banca abbia o meno il diritto ad incamerare le somme riscosse successivamente alla presentazione della domanda di concordato (in bianco o non), e così di portarle in compensazione con quanto anticipato prima dell’ammissione del debitore alla procedura.

Anticipazioni bancarie nel concordato preventivo: pensiero della Cassazione

La Cassazione ad oggi si è pronunciata solo una volta, su casi sorti dopo l’11 settembre 2012, data di effetto della variazione apportata dall’art. 169 bis L.F. (contratti pendenti). e ha dichiarato applicabile la compensazione. Personalmente non condividiamo tale impostazione, come illustreremo

Sul punto, è interessante anche la pronuncia del Tribunale di Milano del 28 maggio 2014 (Pres. Lamanna, Est. D’Aquino) per certi versi innovativa. Pur negando la possibilità per i contratti di anticipazione bancaria di rientrare nella disposizione di cui all’art. 169 bis L.F., in quanto prestazioni unilaterali concedono la possibilità di richiedere lo scioglimento/sospensione del solo mandato all’incasso.

La giurisprudenza è abbastanza copiosa, sul punto, ma con esiti discordi.

Analizziamo i casi, e sono indubbiamente i più frequenti, in cui esista un patto di compensazione, e tutti relativi a questioni insorte ante variazione dell’art. 169 bis L.F., e quindi ante 11 settembre 2012. Il riferimento sarà solo a sentenze di Cassazione, anche se svariate sono le sentenze di merito.

Le sentenze per la non compensabilità

 Cassazione n. 22277 del 2017;

  • Cassazione n. 10548 del 2009;
  • Cassazione n. 578 del 2007;
  • Cassazione S.U. n. 7751 del 1999;
  • Cassazione n. 9030 del 1995;
  • Cassazione n. 11988 del 1990;
  • Cassazione n. 3879 del 1985;
  • Cassazione n. 1182 del 1981.

Commentiamo solo la sentenza più recente, Cassazione n. 22277 del 25 settembre 2017 (rel. Eduardo Campese). Si trattava di una contestata ammissione allo stato passivo, ridotta per effettuata compensazione. Il tribunale di Firenze si era così espresso: “In caso di ammissione del debitore al concordato preventivo, la compensazione tra i suoi debiti ed i crediti da lui vantati nei confronti dei creditori postula, ai sensi dell’art. 56 L.F. (richiamato dall’art. 169 L.F.), che i rispettivi crediti siano preesistenti all’apertura della procedura concorsuale; essa, pertanto, non può operare nell’ipotesi in cui il debitore abbia conferito ad una banca, anche di fatto, un mandato all’incasso di un proprio credito, e la banca abbia ritenuto di compensare il relativo importo con crediti da essa vantati. A differenza della cessione di credito, infatti, il mandato all’incasso non determina il trasferimento del credito in favore del mandatario, bensì l’obbligo di quest’ultimo di restituire al mandante la somma riscossa, e tale obbligo non sorge al momento del conferimento del mandato, ma soltanto all’atto della riscossione del credito, con la conseguenza che, qualora quest’ultima abbia avuto luogo dopo la presentazione della domanda di ammissione al concordato preventivo, non sussistono i presupposti per la compensazione.“ E la Cassazione ha confermato la tesi.

Le sentenze per la compensabilità

Abbiamo invece sentenze che si sono dichiarate per l’applicabilità del patto di compensazione (sentenze tutte riferite, eccetto la prima, a casi ante l’11 settembre 2012):

  • Cassazione n. 11524 del 2020
  • Cassazione n. 10091 del 2019;
  • Cassazione n. 3336 del 2016 (relativamente ad…
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