Agli avvisi di recupero di crediti di imposta è applicabile la procedura di accertamento con adesione?

Gli avvisi di recupero dei crediti d’imposta hanno natura accertativa e da ciò, sul versante tecnico, discende la conseguenza dell’applicabilità della procedura di accertamento con adesione e della causa di non punibilità?
Agli avvisi di recupero di crediti di imposta va riconosciuta, accanto alla funzione informativa dell’insorgenza del debito tributario, anche un’autonoma natura impositiva, in quanto elementi che concorrono a determinare l’ammontare della pretesa erariale, sicchè ad essi è applicabile la procedura di accertamento con adesione?

Avvisi di recupero crediti e accertamento con adesione: premessa

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A norma dell’art. 6 del D.Lgs. 19 giugno 1997, n. 218, il contribuente nei cui confronti sia stato notificato avviso di accertamento o di rettifica, può formulare, anteriormente all’impugnazione dell’atto innanzi la Commissione tributaria provinciale, istanza in carta libera di accertamento con adesione, indicando il proprio recapito, anche telefonico.

Il termine per l’impugnazione dell’atto di accertamento (entro 60 giorni) e quello per il pagamento sono sospesi per un periodo di novanta giorni dalla data di presentazione dell’istanza del contribuente.

In più, l’iscrizione a titolo provvisorio nei ruoli delle imposte accertate dall’Ufficio è effettuata, qualora ne ricorrano i presupposti, successivamente alla scadenza del termine di sospensione.

L’impugnazione dell’atto comporta rinuncia all’istanza.

Ai sensi dell’art. 1, comma 421, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, per la riscossione dei crediti indebitamente utilizzati in tutto o in parte, anche in compensazione, nonché per il recupero delle relative sanzioni e interessi, l’Agenzia delle entrate può emanare apposito atto di recupero, motivato, da notificare al contribuente.

Il pagamento deve essere eseguito entro sessanta giorni dalla notifica dell’atto in esame.

 

Pareri contrastanti

Secondo un preciso orientamento[1] gli avvisi di recupero non possono essere definiti in contraddittorio, attraverso l’istituto dell’accertamento con adesione, di cui al D.Lgs. n. 218/1997, e pertanto si manifesta illegittima l’istanza di adesione presentata, in caso di notifica di atto di recupero, in quanto non si è in presenza di un avviso di accertamento e/o rettifica.

Conseguentemente, il contribuente che comunque presenta l’istanza di adesione non può godere dei benefici ad essa connessi, fra l’altro quello relativo alla sospensione dei termini per ricorrere [2]e per l’iscrizione a ruolo[3].

In particolare, ciò sta a significare che, qualora il contribuente presenti l’istanza, pensando di poter usufruire della sospensione per ricorre di 90 giorni, è naturale che l’ufficio non emetta l’invito a comparire, atteso che non trattasi di atto definibile in adesione, e pertanto il ricorso va eventualmente effettuato entro i normali termini per ricorrere.

Infatti, la presentazione di una istanza di adesione per un atto non concordabile non produce gli effetti propri dell’istanza di adesione stessa, dal momento che la norma assegna alla presentazione dell’istanza di adesione l’effetto automatico e predeterminato di sospensione, per novanta giorni, dei termini per impugnare l’atto di accertamento notificato dall’ufficio, solo nei casi in cui l’atto sia definibile, non essendo sostenibile la tesi secondo cui alla sola presentazione dell’istanza, per qualsiasi tipo di atto emesso dall’Amministrazione finanziaria, ne derivi una sospensione dei termini generalizzata.

 

Il caso di atti di recupero di crediti inesistenti

In caso di atti di recupero su crediti “inesistenti” utilizzati in compensazione, non sarà possibile tentare l’accertamento con adesione prima dell’eventuale impugnazione o decidere di fare acquiescenza, mediante il pagamento delle somme richieste con la riduzione delle sanzioni.

In tal caso, infatti, la disciplina applicabile prevede il pagamento delle somme contestate, oltre agli interessi, entro il termine di 60 giorni dalla notifica dell’atto (articolo 27 del Dl 185/2008).

Pertanto, il contribuente non può optare per l’adesione con pagamento delle sanzioni ridotte o per l’acquiescenza, con pagamento della somma contestata e riduzione delle sanzioni o, ancora, della definizione agevolata delle sanzioni.

Il fatto è che – anche in assenza di una disposizione normativa ad hoc occorre negare al contribuente accertato la possibilità di accedere agli istituti deflattivi del contenzioso, anche nel caso in cui l’atto di recupero…

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