Atto di recupero per la riscossione di crediti indebitamente utilizzati

Ai sensi dell’articolo 13 del D.Lgs. 471/97, l’utilizzo di un’eccedenza o di un credito d’imposta “in misura superiore a quella spettante o in violazione delle modalità di utilizzo previste dalle leggi vigenti” è sanzionato nella misura del 30% del credito utilizzato. Ove, di contro, l’utilizzo concerna crediti inesistenti[1] indebitamente compensati, la sanzione è dal 100% al 200% della misura del credito stesso. Nel caso siano riscontrate violazioni nell’utilizzo dei crediti d’imposta, l’Amministrazione finanziaria procede al recupero di quanto indebitamente utilizzato attraverso un apposito atto (cd. avviso di recupero dei crediti d’imposta)[2].
A fronte dell’utilizzo indebito dei crediti, anche in compensazione, ai sensi dell’art. 17 del d.lgs. n. 241 del 1997, l’Agenzia delle Entrate può emanare atto motivato di recupero, indipendentemente dalla circostanza che si intenda recuperare il solo importo della sanzione e non anche il credito d’imposta[3] Secondo la  circolare n. 23 del 25.9.2017 nelle ipotesi di indebito utilizzo di un credito esistente[4], l’ufficio può evitare di richiedere al contribuente la restituzione materiale di quei crediti indebitamente utilizzati ogni qualvolta sussista l’obbligo per lo stesso di procedere successivamente alla loro restituzione, fatta salva la debenza della sanzione e degli interessi.
Anche nelle ipotesi in cui non si proceda al recupero del credito utilizzato, rimane fermo il recupero degli interessi dalla data di utilizzazione del credito a quella in cui il contribuente versa le sanzioni dovute. Nella circolare n. 23 del 25.9.2017, paragrafo 5.1, con riferimento all’applicazione della sanzione pari al 30% di cui al comma 4 dell’art. 13 del d.lgs. 471/1997, è stato precisato che gli uffici procedono al recupero degli interessi e della predetta sanzione ma non al recupero del credito in quanto esistente.
Secondo  la circolare n. 180/E del 10 luglio 1998, per sanzioni collegate al tributo devono intendersi quelle previste per le violazioni che hanno inciso sulla determinazione o sul versamento del tributo; pertanto  la sanzione in argomento, irrogata nella misura del 30 per cento ai sensi dell’articolo 13, comma 3, del D.Lgs. n. 471 del 1997 (prima delle modifiche apportate al medesimo articolo 13 dal decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 158), deve  qualificarsi come collegata al tributo, in quanto relativa ad una violazione che ha inciso sul pagamento del tributo stesso, effettuato tramite compensazione.
 
Esclusione della necessità di ricorrere al procedimento di irrogazione della sanzione ai sensi degli artt. 16 e 17 del D.Lgs. n. 472 del 1997
L’art. 17, comma 3, del d.lgs. n. 472/97[5], a proposito delle sanzioni per omesso o ritardato versamento, oltre a prevederne, la possibile immediata iscrizione a ruolo, aggiunge che per esse «…in nessun caso si applica la definizione agevolata prevista nel comma 2 e nell’articolo 16 comma 3».
Secondo un orientamento (CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 19 maggio 2017, n. 12645; Cass. 29 dicembre 2016, n. 27315), la definizione agevolata delle sanzioni non si applica in caso di omesso o ritardato pagamento dei tributi[6], ravvisabile anche laddove sia stata effettuata compensazione [7] in misura superiore a quella consentita[8], sia ove la sanzione sia stata irrogata unitamente all’avviso di accertamento sia se sia stata irrogata con un distinto ed autonomo atto; in particolare, il divieto, riferito dalla disposizione in esame alle «sanzioni irrogate nel periodo precedente», concerne la violazione dell’omesso o ritardato versamento d’imposta, indipendentemente dalle modalità mediante le quali si proceda all’irrogazione della sanzione.[9]
Secondo altra tesi (Cass. 23 settembre 2016, n. 18682)[10], ove l’Amministrazione provveda ad irrogare sanzioni con atto di contestazione ex art. 16 del d.lgs. n. 472 del 1997 per il superamento del limite massimo dei crediti d’…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it