La tenuta delle scritture contabili degli enti del terzo settore non commerciali e degli ETS commerciali.

Proponiamo una guida alla tenuta della contabilità e alla redazione del bilancio degli enti del Terzo Settore. Puntiamo il mouse su due adempimenti fondamentali: il Rendiconto Economico Finanziario e l’Inventario.

scritture contabili terzo settoreL’art. 87, commi 1 e 2, del Decreto Legislativo 117 del 2017, il Codice del terzo settore – CTS (che entrerà in vigore a partire dall’anno di imposta 2021) stabilisce che, oltre all’obbligo di redazione del bilancio civilistico e del bilancio sociale previsti dagli artt. 13 e 14 dello stesso decreto, gli enti del terzo settore non commerciali di cui al comma 5 dell’art. 79 del CTS, che non applicano il regime forfettario per le attività commerciali svolte dalle associazioni di promozione sociale e dalle organizzazioni di volontariato disciplinato dall’art. 86 sempre del Codice del terzo settore (trattato nei nostri articoli precedenti dedicati a queste tipologie di ETS), a pena di decadenza dai benefici fiscali per essi previsti, devono:

in relazione all’attività svolta

…(che può essere composta di attività non commerciali e commerciali entrambe di tipi diversi e senza fare distinzione fra le operazioni che rientrano in uno o nell’altro tipo di attività), redigere scritture contabili cronologiche e sistematiche adatte ad esprimere con compiutezza ed analiticità le operazioni poste in essere in ogni periodo di gestione (esercizio).

Oltre a ciò devono rappresentare adeguatamente e in modo distinto, nel bilancio di esercizio previsto dall’art. 13 del Codice del terzo settore, le attività di cui all’art. 5 (le attività di interesse generale senza scopo di lucro e con finalità solidaristiche e di utilità sociale) e quelle di cui all’art. 6 (attività diverse, previste dallo statuto dell’ente, secondarie e strumentali alle prime) del Dlgs 117/2017, con l’obbligo di conservare le stesse scritture e la relativa documentazione per un periodo non inferiore a dieci anni dall’ultima registrazione e, comunque, fino a quando non siano definiti gli eventuali accertamenti relativi al corrispondente periodo d’imposta.

Questi obblighi si considerano assolti anche qualora la contabilità consti del libro giornale e del libro degli inventari (che si chiude con il bilancio ed il conto dei profitti e delle perdite) tenuti in conformità degli artt. 2216 e 2217 del Codice Civile;

(Per approfondire…“Novità in materia di terzo settore nella legge di conversione del DL Cura Italia” di Federico Gavioli).

in relazione alle sole attività svolte con modalità commerciali

…(e, pertanto, soggette all’IVA), di cui agli artt. 5 e 6 citati, tenere le scritture contabili previste dall’art. 18 del DPR n° 600 del 1973, anche se l’ente supera i limiti quantitativi previsti dal comma 1° di questo articolo per la tenuta della contabilità semplificata per le imprese minori, che, in tal modo, è sempre possibile per gli ETS non commerciali.

 

Enti del terzo settore e Scritture Contabili

Gli enti del terzo settore non commerciali sono esonerati dalla tenuta delle scritture contabili previste dagli articoli da 14 a 16 del DPR 600/1973, vale a dire del libro giornale e del libro degli inventari, delle scritture ausiliarie in cui sono registrati gli elementi patrimoniali e reddituali raggruppati in categorie omogenee, delle scritture ausiliarie di magazzino, dell’inventario e del bilancio col conto dei profitti e delle perdite, del registro dei beni ammortizzabili.

Sono comunque salvi gli obblighi contabili previsti da norme non contenute nel DPR 600/1973, in primo luogo i registri prescritti ai fini dell’IVA previsti dal DPR 633/1972 e citati nel penultimo capoverso di questo articolo (1° comma dell’art. 18 del DPR 600/1973 così come riformato dal comma 22° dell’art. 1° della Legge n° 232 del 2016).

Gli ETS non commerciali che usufruiscono della contabilità semplificata per le imprese minori devono annotare cronologicamente in un apposito registro i ricavi percepiti indicando per ciascun incasso:

  1. il relativo importo;
  2. le generalità, l’indirizzo e il comune di residenza anagrafica di chi effettua il pagament;
  3. gli estremi della fattura o altro documento emesso.

Devono poi…

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