Scissione: le valutazioni antiabuso

Lo Statuto del contribuente identifica i comportamenti qualificabili come abusivi del diritto.
In questo contributo torniamo a parlare di scissione societaria, spesso oggetto di valutazioni antiabuso per via della sua neutralità fiscale, alla luce dei p iù recenti interventi dell’Agenzia Entrate.

scissione valutazioni antiabusoScissione e valutazioni antiabuso: l’art. 10-bis della legge n. 212/2000 inquadra i vari comportamenti potenzialmente costituenti abuso del diritto in un segmento molto circoscritto e residuale.

Infatti, tutti i comportamenti che comunque siano motivati da valide ragioni extrafiscali non marginali non possono essere ritenuti abusivi, e inoltre l’onere della prova è posto a carico dell’amministrazione (e l’abuso non può essere contestato d’ufficio, ma va specificamente argomentato e dimostrato in sede di accertamento).

Rimane tuttavia aperta la fase “interlocutoria” degli interpelli, che precedendo l’accertamento non pregiudica alcun diritto dei contribuenti, e comunque consente a questi ultimi di tenere conto dell’orientamento dell’amministrazione finanziaria (e quindi di evitare di incorrere in possibili future contestazioni).

In particolare, la scissione societaria è stata spesso al centro delle valutazioni antiabuso in quanto operazione fiscalmente neutrale ai fini delle imposte sui redditi, che potrebbe venire strumentalizzata, in assenza di una motivazione economica, per trasferire beni e diritti in assenza di tassazione.

(Per approfondire…“Antiabuso e passaggio generazionale: il caso della scissione societaria”)

 

L’abuso del diritto

Come accennato, l’abuso del diritto è materia “residuale”, e presuppone:

  • la realizzazione di un vantaggio fiscale indebito;
  • l’assenza di sostanza economica;
  • l’essenzialità del conseguimento di un vantaggio fiscale.

Se manca anche uno solamente di tali tre presupposti, l’abuso non può essere contestato dall’amministrazione finanziaria.

Inoltre, non possono considerarsi abusive le operazioni giustificate da valide ragioni extrafiscali non marginali (anche di carattere organizzativo o gestionale, che rispondano a finalità di miglioramento strutturale o funzionale dell’impresa o dell’attività professionale).

Il contribuente rimane comunque libero di optare tra regimi opzionali diversi offerti dalla legge e tra operazioni comportanti un diverso carico fiscale.

I contribuenti possono proporre interpello antiabuso [art. 11, comma 1, lett. c)] per conoscere preventivamente l’orientamento dell’Agenzia delle Entrate sulla potenziale “abusività” dei comportamenti che intendono porre in essere.

In caso di accertamento, invece, saranno destinatari di particolari garanzie di tipo procedurale (motivazione specifica, onere probatorio a carico del fisco, contraddittorio).

 

Scissioni e valutazioni antiabuso

Compiendo una breve (e non esaustiva) ricognizione delle scissioni potenzialmente “abusive” esaminate dall’Agenzia delle Entrate, secondo quanto risulta dalle risposte ad interpello pubblicate sul proprio sito istituzionale, si riportano le seguenti indicazioni:

  • costituisce abuso del diritto l’operazione che si conclude con una scissione non proporzionale della newco conferitaria in quattro società unipersonali ciascuna partecipata al 100% da uno degli “originari” soci persone fisiche, successiva a un conferimento nella suddetta newco di partecipazioni societarie possedute da quattro persone fisiche, ciascuna con una quota del 25%, effettuato in regime fiscale di “realizzo controllato” ai sensi dell’art. 177 del TUIR (risposta 08.10.2018, n. 30);
     
  • non costituisce abuso l’ipotesi di scissione totale di una società a favore di più beneficiarie neocostituite, avvenendo solo operazioni neutrali senza strumentalizzazioni, successive cessioni od operazioni circolari (risposta 15.11.2018, n. 70);
     
  • non costituisce abuso la scissione di una società allo scopo di scorporare la parte immobiliare a favore della propria società controllante e socia unica, dato che tale operazione ha pari dignità rispetto all’ipotesi alternativa (fiscalmente neutrale) dell’assegnazione dei beni al socio (risposta 20.11.2018, n. 75);
     
  • non costituisce abuso la scissione parziale asimmetrica di una…
Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it