Maternità e congedi parentali Gestione Separata con un mese di contributi: istruzioni INPS

L’indennità di maternità e il congedo parentale hanno subìto cambiamenti per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata.
A partire dal 5 settembre 2019 non è più necessario aver accumulato tre mesi di contribuzione piena nei 12 mesi precedenti, ma solamente un mese.
Sull’argomento è ritornato anche l’Istituto Previdenziale per fornire le istruzioni tecniche su chi, e a quali condizioni, può accedere alle condizioni post-modifica.

maternità gestione separataMaternità per Gestione Separata, ora un mese anziché tre per il diritto

Come noto, il Decreto Legge n. 101 del 3 settembre 2019, convertito dalla Legge n. 128 del 2 novembre 2019, ha introdotto “Disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali”, allo scopo di fornire migliori strumenti per la tutela di una serie di lavoratori, quali i cd. “riders”, ma anche per gli iscritti alla Gestione Separata di cui alla L. n. 335/1995.

Tra gli strumenti introdotti è molto importante ricordare la questione della modifica del requisito contributivo utile per il riconoscimento dell’indennità di maternità o paternità e congedo parentale in favore delle lavoratrici e dei lavoratori iscritti alla Gestione Separata di cui all’articolo 2, comma 26, della L. n. 335/1995.

Bisogna infatti ricordare che l’art. 1, comma 1, lett. b) prevede che il requisito contributivo minimo affinché sia possibile accedere alle tutele previste per far fronte alla maternità e ai congedi parentali non è più di tre mesi accreditati presso la Gestione Separata, bensì di un solo mese nei dodici mesi precedenti l’inizio del periodo indennizzabile.

In considerazione di questa novità in vigore dagli ultimi mesi del 2019, l’INPS ha ritenuto necessario fornire istruzioni in ordine alla corretta gestione delle indennità con la Circolare n. 71 del 3 giugno 2020.

 

Indennità di maternità per iscritti alla Gestione Separata

Con la disposizione inserita nel Decreto Legge n. 101/2019, è cambiato quindi l’ammontare del contributo minimo necessario per accedere all’indennità di maternità / paternità per gli iscritti alla Gestione Separata, i quali non siano:

  • titolari di pensione;

ovvero:

  • iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

Tale modifica vale sia per i lavoratori parasubordinati che per i liberi professionisti.

Ciò significa che affinché sia possibile accedere all’indennità, al soggetto richiedente deve essere attribuita una mensilità della contribuzione dovuta nei dodici mesi antecedenti l’inizio del periodo indennizzabile.

L’unica modifica riguarda quindi il requisito minimo, e non va invece a modificare le altre condizioni, infatti:

  1. resta fermo che il periodo di riferimento da tenere in considerazione è caratterizzato dai “dodici mesi antecedenti l’inizio del periodo indennizzabile all’interno del quale deve essere riscontrata la singola mensilità di contribuzione accreditata”;
     
  2. il contributo va calcolato sull’aliquota piena;
     
  3. continua a valere il principio dell’automaticità delle prestazioni di cui all’art. 64-ter del D.Lgs. n. 151/2001, per cui anche nel caso in cui il committente non abbia assolto all’obbligo del versamento – per i lavoratori parasubordinati iscritti alla Gestione Separata – del contributo mensile, il lavoratore richiedente avrà comunque modo di accedere all’indennità.
    Differente è il caso in cui il lavoratore stesso sia tenuto al versamento contributivo (es. libero professionista): in tal caso nulla spetta se egli non versa i contributi.

Si ricorda ancora:

  • che l’indennità potrà essere richiesta – sempreché ricorrano gli altri requisiti – sia per gli eventi di parto sia per il caso di adozione o affidamento preadottivo (nazionale e internazionale);
     
  • e che l’erogazione dell’indennità di maternità o paternità degli iscritti alla Gestione separata non è più condizionata all’obbligo di astensione dall’attività lavorativa (cfr. Circolare INPS n. 109/2018).

 

Congedo parentale per iscritti alla Gestione Separata

La modifica normativa non si è limitata al solo contributo per la maternità ma ha effettuato modifiche al requisito contributivo necessario alla fruizione del congedo parentale. Considerate tali modifiche, l’Istituto Previdenziale con la Circolare in esame chiarisce che:

  1. il congedo parentale fruito nei primi tre anni di vita o di ingresso in…
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