Licenziamento per GMO durante l’emergenza: spetta la NASpI, ma attenzione agli obblighi

L’Istituto Previdenziale si sofferma sulle indicazioni per i lavoratori che usufruiscono della NASpI a seguito di licenziamento per giustificato motivo oggettivo (GMO) avvenuto durante l’emergenza coronavirus in violazione della norma di cui all’art. 46 del Decreto Cura Italia.
Possiamo affermare che è possibile per tali soggetti accedere alla NASpI ma con precisi vincoli in caso di reintegra o in caso di revoca del licenziamento con conseguente percezione della CIG.

licenziamento gmo emergenzaLicenziamento per GMO precluso e sospeso

Il Decreto Cura Italia, D.L. n. 18/2020, ha fornito delle specifiche regole relativamente alla gestione dei rapporti di lavoro e in particolar modo, con l’art. 46 ha previsto:

  • la preclusione delle procedure di cui agli articoli 4, 5 e 24, della Legge 23 luglio 1991, n. 223;
     
  • la sospensione delle procedure pendenti avviate successivamente alla data del 23 febbraio 2020;

per 60 giorni dalla data di entrata in vigore del Decreto medesimo.

Fino alla scadenza del suddetto termine, il datore di lavoro, indipendentemente dal numero dei dipendenti, non ha la possibilità di recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo (GMO).

Su tale norma è però intervenuto il Decreto Rilancio, D.L. n. 34/2020, il quale con l’art. 80 ha previsto che:

  • la preclusione delle procedure di cui agli articoli 4, 5 e 24, della Legge 23 luglio 1991, n. 223 non è limitata ai 60 giorni dall’entrata in vigore del D.L. n. 18/2020 ma si estende per cinque mesi;
     
  • sono sospese le procedure di licenziamento per giustificato motivo oggettivo in corso di cui all’articolo 7 della L. n. 604/1966;
     
  • il datore di lavoro che, indipendentemente dal numero dei dipendenti, nel periodo intercorrente tra il 23 febbraio e il 17 marzo 2020 abbia proceduto al recesso del contratto di lavoro per GMO può revocare – in deroga alle previsioni di cui all’art. 18 della L. n. 300/1970 – in ogni tempo il recesso purché contestualmente faccia richiesta del trattamento di cassa integrazione salariale di cui agli articoli da 19 a 22 del D.L. n. 18/2020, a partire dalla data in cui ha efficacia il licenziamento. In tal caso, il rapporto di lavoro si intenderà ripristinato:
     

    • senza soluzione di continuità;
       
    • senza oneri o sanzioni per il datore di lavoro.

 

Richiesta della NASpI e licenziamento per GMO durante l’emergenza

È facile comprendere come la norma cerchi di garantire una maggiore tutela dei lavoratori i quali, colpiti dall’emergenza, potrebbero vedersi anche costretti a interrompere i loro rapporti di lavoro.

In questo quadro normativo mutato è intervenuto ora anche l’INPS con il Messaggio n. 2261 del 1° giugno 2020, con il quale l’Istituto Previdenziale ha chiarito alcuni aspetti, anche a seguito di apposito parere del Ministero del Lavoro.

In particolare, la questione sulla quale ci si è soffermati riguarda la possibilità di accesso al sussidio di disoccupazione NASpI da parte dei soggetti che hanno cessato per cause non dipendenti dalla loro volontà il rapporto di lavoro.

Come noto infatti, l’indennità di disoccupazione è una prestazione riconosciuta nei confronti dei soggetti che perdono involontariamente il lavoro.

Considerato che per il licenziamento per GMO è previsto il divieto di procedere durante l’emergenza Coronavirus, qualora un datore di lavoro dovesse comunque procedere con la misura espulsiva, sorge il dubbio sulla possibilità di avvalersi – da parte di tali lavoratori – del sussidio di disoccupazione NASpI.

A seguito del parere dell’Ufficio Legislativo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali si osserva che sarà possibile accedere alla prestazione di disoccupazione NASpI da parte dei lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo, nonostante il divieto posto dal Legislatore al licenziamento medesimo.

Ciò in quanto, come ha giustamente osservato il Ministero del Lavoro, l’accertamento sulla legittimità o meno del licenziamento spetta al giudice di merito, così come la corretta individuazione della tutela dovuta al prestatore.

 

Istruzioni per la NASpI: restituzione in caso di reintegra

Ne consegue che, qualora sussistano tutti i requisiti previsti dalla legge per l’accesso alle domande di indennità di disoccupazione NASpI, potranno accedervi anche i lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato a seguito di licenziamento, con le causali di cui all’articolo 46 del Decreto Legge n. 18/2020,…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it