Il trattamento dei buoni per la vendita: i buoni corrispettivo

di Devis Nucibella

Pubblicato il 12 maggio 2020



Stanti le disposizioni contenute nel DPCM 10/04/2020 relative all'individuazione delle attività che sono proseguite nel trascorso periodo emergenziale fino alla data del 3 maggio 2020, per le altre imprese, come sappiamo, è stato imposto un fermo.
In questo periodo, per queste attività, si è reso dunque utile emettere i c.d. buoni corrispettivo. Esaminiamo in dettaglio in cosa consistono.

buoni vendita buoni corrispettivoCome noto con il DPCM 10/04/2020 (che ha sostituito il D.M. del MISE del 25/03/2020 e il DPCM 22/03/2020) sono state individuate le attività ritenute strategiche ed essenziali, che sono proseguite anche nel periodo emergenziale fino al 3 maggio 2020. Le attività escluse non hanno potuto, pertanto, esercitare la propria attività ed è risultato utile, per esse, in questo periodo, ricorrere all’emissione di buoni corrispettivo.

 

Legislazione dei buoni corrispettivo (“voucher”)

Ai sensi dell’art. 6-bis, D.P.R. n. 633/1972, per buono-corrispettivo (o “voucher”) s’intende:

"uno strumento che contiene l’obbligo di essere accettato come corrispettivo o parziale corrispettivo a fronte di una cessione di beni o di una prestazione di servizi e che indica, sullo strumento medesimo o nella relativa documentazione, i beni o i servizi da cedere o prestare o le identità dei potenziali cedenti o prestatori, ivi incluse le condizioni generali di utilizzo ad esso relative”.

A norma dell’art. 6-bis del Dpr 633/1972 si definisce «buono-corrispettivo» lo strumento accettato «come corrispettivo» (anche parziale) di una cessione di beni o di una prestazione di servizi.

Per essere definito tale, sullo strumento medesimo (oppure nella relativa documentazione) deve essere riportata almeno una delle seguenti informazioni:

  • l’indicazione dei beni da cedere o dei servizi da prestare;
     
  • le identità dei potenziali cedenti o prestatori;
     
  • le condizioni generali di utilizzo del buono medesimo.

Buono corrispettivo

Strumento che:

  • contiene l’obbligo di essere accettato come corrispettivo/parziale corrispettivo a fronte di una cessione di beni/prestazione di servizi;
     
  • indica sullo stesso o nella relativa documentazione:
     
    • i beni/servizi da cedere o prestare;
      o
    • le identità dei potenziali cedenti/prestatori; nonché le condizioni generali di utilizzo dello stesso

Esclusioni

Sono esclusi dalla definizione di buono-corrispettivo i:

  • buoni pasto,
  • titoli di trasporto,
  • biglietti per cinema e musei,
  • francobolli,
  • servizi di telecomunicazione,
  • strumenti di pagamento (carte prepagate).

Relazione illustrativa del D.Lgs. n. 141/2018

“In ossequio al considerando 6 della direttiva, i buoni corrispettivo devono essere distinti dagli strumenti di pagamento, esclusi dall’ambito di applicazione della presente disciplina in quanto già aggetto di una specifica direttiva.

La distinzione tra un buono-corrispettivo e uno strumento di pagamento si fonda sull’esistenza o meno di un diritto a ricevere beni o servizi; più precisamente, gli strumenti di pagamento si distinguono dai buoni corrispettivo in quanto non includono tale specifico diritto ma hanno l’unica finalità di effettuare il pagamento”.

Inoltre