Il bilancio delle holding industriali: particolarità connesse ai finanziamenti infragruppo

Nel presente intervento esamineremo alcune peculiarità del bilancio delle holding industriali, attraverso una approfondita analisi di varie situazioni che si possono presentare tra le quali:
I finanziamenti nei confronti di delle società appartenenti al gruppo
I finanziamenti verso terzi ed il costo ammortizzato
Bilancio holding industriali: il finanziamento alla società controllata
I finanziamenti infragruppo cui trova applicazione il principio di derivazione rafforzata
La detenzione di partecipazioni non di controllo e altre diverse situazioni

bilancio holding industrialiBilancio delle holding industriali: premessa

La Relazione al D.Lgs. 136/2015 relativo ai bilanci degli intermediari finanziari, segnala che i soggetti che esercitano attività finanziaria possono essere suddivisi, relativamente al bilancio di esercizio, in tre gruppi:

  • i soggetti autorizzati ad erogare finanziamenti nei confronti del pubblico iscritti nell’Albo di cui all’art. 106 del DLgs. 385/93, nonché società capogruppo dei gruppi bancari;
     
  • gli operatori del microcredito (art. 111 del DLgs. 385/93) e confidi minori (art. 112-bis del DLgs. 385/93);
     
  • gli altri soggetti che non svolgono attività finanziaria nei confronti del pubblico, come le holding di partecipazione e le banche d’affari (merchant bank), non iscritti in alcun albo o elenco e non sottoposti ad alcuna forma di controllo.

Il primo gruppo redige il bilancio secondo gli IFRS.

Il secondo, invece, redige il bilancio secondo le disposizioni del DLgs. 136/2015.

L’ultimo gruppo, infine, che è quello che interessa la nostra analisi, redige il bilancio secondo il codice civile e il DLgs. 139/2015.

In tema di intermediari finanziari, la circolare Assonime 24.7.2019 n. 16 (§ 1.2 e 2.1) ha rilevato che tra i soggetti che redigono il bilancio secondo il codice civile e il DLgs. 139/2015 vi sarebbero tutte le holding di partecipazione e quindi anche le holding finanziarie.

Si crea quindi la particolarità che questi soggetti predispongono il bilancio secondo il codice civile ma devono applicare i principi contabili IFRS.

La questione, ad ogni modo, non interessa le holding industriali.

Per ulteriori approfondimenti sulle holding, leggi “La nuova definizione di holding: le novità del TUIR a un anno di distanza” di Ennio Vial

 

La forma del bilancio ed il principio della derivazione rafforzata

Esistono tre tipologie di bilancio:

  • ordinario;
  • abbreviato;
  • delle micro imprese.

Le soglie per valutare la forma del bilancio da adottare sono indicate nella successiva tabella.

 

Tabella n. 1 – le soglie per l’adozione delle forme di bilancio

Limiti dimensionali

Micro imprese

Bilancio abbreviato

Bilancio ordinario

Totale dell’attivo dello Stato patrimoniale

≤ 175.000,00 euro

≤ 4,4 milioni di euro

> 4,4 milioni di euro

Ricavi delle vendite e delle prestazioni

≤ 350.000,00 euro

≤ 8,8 milioni di euro

> 8,8 milioni di euro

Dipendenti occupati in media durante l’esercizio

≤ 5 unità

≤ 50 unità

> 50 unità

L’art. 2435 bis comma 1 stabilisce che il bilancio in forma abbreviata può essere redatto qualora la società, che non deve aver emesso titoli negoziati in mercati regolamentati, si trovi nel primo esercizio o qualora, successivamente, per due esercizi consecutivi, non abbia superato due dei limiti indicati nella tabella.

L’art. 2435 ter comma 1 prevede che sono considerate micro-imprese le società di cui all’articolo 2435-bis che nel primo esercizio o, successivamente, per due esercizi consecutivi, non abbiano superato due dei limiti indicati nella tabella.

Possiamo rilevare da subito come la holding industriale sarà qualificata generalmente come micro impresa in quanto, se ragionevolmente supererà la soglia dell’attivo, difficilmente supera il volume dei ricavi e generalmente non è strutturata con dipendenti.

Queste soglie non sono rilevanti solo ai fini della forma del bilancio da adottare in quanto esplicano effetti anche sulla rilevanza fiscale dei valori emergenti dai principi contabili adottati sul piano civilistico.

L’art. 83 comma 1 del tuir, infatti, sancisce il principio di derivazione rafforzata, in base al quale, per i soggetti, diversi dalle micro-imprese di cui all’articolo 2435-ter del codice civile, che redigono il bilancio in conformità alle disposizioni del codice civile, valgono, anche in deroga alle disposizioni dei successivi articoli della presente sezione, i criteri di…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it